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Iron Maiden: ecco come Bruce Dickinson è stato convinto a tornare nella band

Gli Iron Maiden hanno segnato la storia dell’hard rock anche grazie al contributo imprescindibile del loro frontman Bruce Dickinson. Quest’ultimo era uscito dal gruppo che lo aveva reso famoso nel 1992, per poi tornare in grande stile sette anni dopo e riprendere esattamente da dove si era fermato. Scopriamo insieme cosa ha convinto Dickinson a riabbracciare il suo progetto storico dopo aver tentato la carriera da solista. In particolare, alcune parole sono riuscite a farlo tornare sui suoi passi, per la grande gioia di milioni di fan degli Irons in tutto il mondo.

Quella carriera da solista che non soddisfaceva Bruce Dickinson

In un’intervista rilasciata in tempi recenti alla rivista Kerrang!Bruce Dickinson ha raccontato le sue sensazioni sulla propria carriera da solista. “C’era una discrepanza tra aspettativa e risultato”, ha esordito il cantautore, che si sarebbe presentato come un artista ben differente rispetto al solito. “Quando ho parlato con gli altri ragazzi della mia band da solista – ha aggiunto Bruce – tutti mi hanno subito detto di tornare indietro”.

“Gli ho risposto che ciò avrebbe significato di non poter più tornare a suonare con loro come prima, ma loro mi hanno sottolineato quanto il mondo avesse bisogno degli Iron Maiden. Non ci avevo mai pensato prima! Avevano ragione, il mondo aveva bisogno dei Maiden”. Da qui, Dickinson tornò a dialogare con il bassista Steve Harris. Fu il preambolo all’annuncio del ritorno definitivo, essenziale per il lancio del dodicesimo album della band rock intitolato Brave New World.

Come si sentiva Bruce dopo le parole del suo complesso da solista

Dopo aver ricevuto moniti del genere da parte dei suoi stretti collaboratori, Bruce Dickinson aveva deciso di farli propri. Ed ecco che l’artista tornò alla guida degli Iron Maiden, per la gioia di numerosi appassionati. “Il mondo ha bisogno degli Iron Maiden, eccoci! Avevo la sensazione di poter spostare le montagne”, ecco i primi pensieri di Bruce. “Ero molto più confidente su come mi stavo esibendo e su chi fossi. In quel periodo intermedio, avevo appreso molto. Non ero mai stato capace di fare un passo indietro e chiedermi di cosa si trattasse”. In pratica, il ritorno alle origini ha fatto in modo che Dickinson riuscisse a riscoprire buona parte di se stesso, tramite una serie di rivelazioni alquanto sorprendenti.

Iron Maiden, come se Bruce non se ne fosse mai andato

Una volta tornato insieme agli altri membri della band, Bruce Dickinson si è sentito come a casa. “Nel gruppo l’atmosfera era semplicemente fantastica e le relazioni notevolmente migliori rispetto agli anni ’80”. A mente fredda, quel periodo di distacco ha aiutato non poco il frontman inglese. “La band è oggi più grande di quanto sarebbe stata se non fossi andato via. Ma non potevo saperlo. Rendermene conto in prima persona è stato meraviglioso”. È stato anche grazie a momenti di difficoltà come questo che gli Iron Maiden continuano ad essere un punto di riferimento per ogni appassionato dell’hard rock.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)