gtag('config', 'UA-102787715-1');

Iron Maiden: quando presero in giro i fan con The Final Frontier

Nel corso della loro lunga carriera insieme, gli Iron Maiden hanno dato vita a numerosi successi musicali. La band è considerata tra i maggiori esponenti dell’heavy metal e ha sempre saputo come porsi al centro dell’attenzione. Un chiaro esempio è rappresentato dall’attesa che ha preceduto il disco The Final Frontier, risalente al 2010. Si trattava del quindicesimo album del gruppo britannico, ma in molti lo consideravano come l’ultimo in assoluto. Per fortuna, non è andata esattamente così.

The Final Frontier, il possibile ultimo album degli Iron Maiden

Come accennato in precedenza, nel 2010 è uscito The Final Frontier, quindicesimo album degli Iron Maiden. A tal proposito, numerosi appassionati hanno ricordato ciò che ha detto in passato il bassista Steve Harris, che aveva riferito che la band avrebbe registrato 15 dischi prima di sciogliersi. “Quando abbiamo scelto questo titolo, sapevamo che avremmo catturato l’attenzione di un po’ di gente”, così ha esordito il frontman del gruppo Bruce Dickinson poco prima che il disco uscisse. “La gente pensava che sarebbe stato il nostro ultimo lavoro insieme,  ma noi non ci sentiamo ancora arrivati”.

Qual era l’ultima frontiera degli Iron Maiden

Prima di incidere l’album, gli Iron Maiden avevano scelto di ritrovare la loro perfetta alchimia live all’interno di uno studio. Era proprio questa l’ultima frontiera descritta dal titolo del loro lavoro discografico. La band decise, quindi, di tornare alle Bahamas, presso gli studi di Compass Point, per la prima volta dagli anni ’80. I sei musicisti lavorarono in un ambiente pressoché identico rispetto al passato, insieme al loro produttore Kevin Shirley. I massimi esponenti del metal si erano riuniti dopo aver preparato un materiale meno cospicuo di ogni altro loro progetto precedente. Il risultato finale sarebbe stato insolito, ma secondo Harris alquanto soddisfacente. La voglia di stupire si notava già dal brano di apertura, Satellite 15… The Final Frontier, diverso rispetto a buona parte del repertorio del gruppo.

L’idea di Steve Harris su The Final Frontier

“Non ci preoccupiamo delle opinioni di chi ascolta le canzoni degli Iron Maiden, ma ci limitiamo a realizzarle, sperando che alla gente piacciano”. Così parlò Steve Harris riguardo a The Final Frontier. Il disco non ha richiesto molto tempo per il suo allestimento, ma erano presenti ben tre tracce dalla durata superiore ai 9 minuti. “È un album molto interessante, abbastanza vario, molto lungo, oltre un’ora e un quarto. Non ci siamo focalizzati su un unico argomento, ma abbiamo cercato di spaziare”. Il chitarrista Janick Gers ha sottolineato quanto la melodia fosse più importante del coinvolgimento delle canzoni.

I risultati di The Final Frontier

I 77 minuti di The Final Frontier hanno generalmente convinto pubblico e critica, a partire dalla copertina di Melvyn Grant a tema spaziale. L’album ha toccato il quarto posto nella classifica musicale degli Stati Uniti e ha raggiunto il numero 1 in ben 28 paesi, Italia e Regno Unito compresi. Lo stile stratificato con vari aspetti progressive rock era stato molto gradito da numerosi fan, con diverse canzoni estremamente promettenti. Secondo appassionati ed esperti, il disco era stato considerato tra i picchi artistici degli Iron Maiden.

Share

Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)