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Iron Maiden, Quando un’organizzazione religiosa bruciò le copie del loro terzo album

Gli Iron Maiden hanno contribuito alla scena heavy metal in maniera assolutamente originale. Uno dei loro album più famosi è sicuramente The Number of the Beast, il loro terzo album. È uno dei lavori più importanti non solo della band, ma in generale di tutto il metal. Purtroppo, insieme con il grande successo, è stato accompagnato da diverse controversie che sono tipiche di questo genere e di questo ambiente, quando in realtà si tratta di un disco dalla grande profondità.

The Number of the Beast e la svolta degli Iron Maiden

Innanzitutto bisogna precisare che l’album rappresenta una vera svolta anche nella storia della band. Infatti, è il primo disco che vede la presenza di Bruce Dickinson come cantante e anche un sound totalmente diverso rispetto agli altri lavori. Fu anche il disco di maggior successo degli Iron Maiden in termini di vendite. Da un punto di vista del contenuto, l’album presenta tracce dai testi molto curati ed originali, una caratteristica che farà parte sicuramente di tutta la discografia della band. Le canzoni sono di varia ispirazione, dall’intrattenimento ai fatti storici a episodi biblici. Ad esempio The Prisoner si ispira all’omonima serie, la famosissima Children of the Damned al film Il villaggio dei dannati, poi Run to the Hills che parla delle battaglie tra inglesi e nativi d’America.

I riferimenti biblici e le polemiche

Nel rock e nel metal succede spessissimo che una band venga accusata di satanismo e blasfemia. A volte per i contenuti, altre su speculazioni (pensiamo a tutte le volte in cui si sollevano teorie ed ipotesi su strofe di canzoni lette al contrario che avrebbero messaggi nascosti). Questo destino è toccato spesso anche agli Iron Maiden, ma quanto accadde con The Number of the Beast fu davvero particolare: diverse organizzazioni religiose lo vollero boicottare, arrivando anche a bruciare le copie dell’album. La polemica venne sollevata dal contenuto della title-track, in cui si fa riferimento al numero 666 ed a Satana.

I’m coming back I will return
And I’ll possess your body and I’ll make you burn
I have the fire I have the force
I have the power to make my evil take it’s course. 

Tuttavia, in verità la canzone è ispirata all’Apocalisse della Bibbia. La band farà spesso nei suoi dischi menzione di episodi biblici, come ti-accade anche in questo disco, con Hallowed Be Thy Name che già nel titolo rivela chiaramente la citazione del Padre Nostro. Malgrado le polemiche, come ben sappiamo, l’album fa un enorme successo. La band metal britannica riprende spesso queste tematiche unite a vari elementi mitologici, letterari e culturali.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.