Jim Morrison e lo strano legame con Arthur Rimbaud

Forse non tutti sanno che Jim Morrison era un grande appassionato delle poesie scritte dal francese Arthur Rimbaud. Anzi, in certi momenti delle proprie tumultuose giornate proprio non poteva fare a meno dei suoi testi per affrontarle al meglio. A tal proposito, c’è da raccontare una vicenda davvero molto particolare che vede il Re Lucertola come protagonista.

La lettera inviata da Morrison ad un professore francese

La vicenda risale al 1968 e vede come altro protagonista il professore di letteratura francese all’Università di Duke della Carolina del Nord Wallace Fowlie. A quest’ultimo fu inviata una lettera da parte proprio di Jim Morrison in persone. Così recitava l’epistola: “Caro Wallace Fowlie, volevo ringraziarla per la sua traduzione di Rimbaud. Il suo libro viaggia sempre con me”. Nell’occasione, il leader dei The Doors aggiunse di non essere molto bravo nella comprensione e nella lettura in lingua francese. Inoltre, elogiò il professore per la scelta di inserire un disegno di Picasso nella copertina del libro.

In pratica, Fowlie aveva tradotto diverse poesie di Rimbaud dal francese all’inglese, in un gesto di grande generosità nei confronti di colui che si era firmato come “un cantante rock”. Al contempo, il professore francese aveva realizzato numerosi saggi incentrati proprio sul poeta. Nel corso degli anni ’80, avrebbe organizzato numerosi convegni incentrati sulle somiglianze tra Rimbaud e Morrison, dedicando anche il saggio Rimbaud e Jim Morrison. Il poeta come ribelle a due notevoli personalità della musica e della letteratura. Il libro sarebbe poi stato pubblicato nel 1994.

Jim Morrison e Rimbaud, due artisti piuttosto simili

Come già accennato anche in precedenza, Jim Morrison non nascondeva la sua forte passione per le opere di Rimbaud. Il primo non poteva fare a meno di portare con sé il libro delle Illuminazioni di quello che sarebbe stato il suo artista preferito. Il cantante era solito recitare vari versi delle sue poesie in occasione dei filmati effettuati dagli studenti dell’UCLA e aveva persino l’intenzione di realizzare un documentario incentrato sulla vita del poeta. Molto probabilmente, la preferenza di Morrison sarebbe dovuta anche ad una certa analogia caratteriale.

Sia Jim che Arthur vengono infatti considerati come due artisti maledetti con numerosi aspetti in comune, alcuni dei quali davvero sorprendenti. Entrambi iniziarono a ostentare i loro rispettivi talenti in maniera precoce, entrambi erano soliti ribellarsi contro le convenzioni sociali e il concetto stesso di autorità, entrambi vissero un’esistenza all’insegna della pura sregolatezza e delle provocazioni senza confini. A tutto ciò, bisogna aggiungere la loro concezione di un poeta in grado di dare forma a visioni straordinarie, capaci di creare varchi nella realtà quotidiana. Ciò che per Rimbaud fu l’avanguardia romantica, per Morrison sarebbe stato la Beat Generation. I loro comportamenti aggressivi, fuori da ogni logica, furono tratti iconici del loro essere. Inoltre, entrambi morirono in Francia ad un’età precoce e divennero autentici simboli di rivoluzione a livello globale.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)