gtag('config', 'UA-102787715-1');

Jimi Hendrix: come ha influenzato Robert Smith dei Cure

È indubbio che Jimi Hendrix abbia avuto un’influenza enorme sulla musica rock dal momento dell’inizio della sua carriera in qualità di solista. Il suo apporto alla tecnica su chitarra elettrica, nonché dal punto di vista del suono, sono infatti rintracciabili in quasi qualsiasi solista o gruppo rock venuti dopo di lui. Tutto ciò è stato possibile nonostante la sua tanto prematura quanto tragica scomparsa all’età di appena ventisette anni.

Robert Smith ed il rapporto con Hendrix

Il frontman dei Cure Robert Smith, sulla carta, non sembra essere collegato Jimi Hendrix. Tuttavia, l’influenza del chitarrista è stata così ampia che in realtà anche Smith la ha in qualche modo subita. Rimase infatti ipnotizzato da Hendrix da bambino ed è diventato rapidamente ossessionato dal suo lavoro fin dalla tenera età. Tanto che la prima volta che il frontman dei Cure ha assistito alla musica dal vivo è stato in contesto che si potrebbe definire leggendario.

Jimi Hendrix al Festival dell’isola di Wight

Smith era infatti presente durante uno dei più grandi concerti che abbia mai visto come protagonista Jimi Hendrix, ossia quello che ebbe luogo al festival dell’Isola di Wight. Ai tempi di quella esibizione infatti riuscì a consolidare il suo status di leggenda negli annali della storia. Il futuro leader dei The Cure aveva solo 11 anni quando assistette a quello show. La performance di Hendrix, Mitch Mitchell e Billy Cox, è uno degli spettacoli finali a cui l’icona avrebbe mai partecipato prima della sua prematura scomparsa. Questo elemento aggiunge ancora più pathos ad un evento che ebbe un enorme effetto su tutti i presenti, tra cui appunto Robert Smith.

Robert Smith: “Hendrix è stata la prima persona che ho visto a sembrarmi completamente libera”

“Hendrix è stata la prima persona che ho visto a sembrarmi completamente libera”, ha detto una volta Robert Smith parlando del suo eroe d’infanzia. “Quando hai nove o dieci anni, la tua vita è interamente dominata dagli adulti. Quindi ha rappresentato ciò che volevo essere. Hendrix è stata la prima persona che mi ha fatto pensare che sarebbe stato bello essere un cantante e un chitarrista, prima di allora volevo diventare un calciatore “.

Jimi Hendrix, Robert Smith e l’approccio alla musica

Certo, la coppia formata da Jimi Hendrix e Robert Smith non sembra appartenere allo stesso universo musicale ma, riflettendoci, è l’approccio spensierato alla creazione artistica che accomuna i due. Smith, che ancora oggi crea nuova musica, è pervaso dallo stesso ardente desiderio che si impossessò di lui da bambino mentre ascoltava il mito della chitarra. Mentre i legami tangibili tra Smith e il suo idolo rimangono fugaci, i Cure, una volta, hanno dato il loro tocco unico ad un classico di Jimi Hendrix.

La versione di “Purple Haze” dei Cure

I Cure infatti resero omaggio al chitarrista di Seattle registrando la loro versione di “Purple Haze” in un omaggio disorientante alla rock star psichedelica. La band infatti faceva parte di un gruppo di artisti uniti nel 1993 per celebrare la musica di Hendrix dando vita all’album tributo dal titolo “Stone Free: A Tribute to Jimi Hendrix”. La interpretazione della band rende omaggio a Hendrix e allo stesso tempo non cerca di copiarlo, una decisione che mostra perfettamente la versatilità di “Purple Haze”.

Share

Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com