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Jimi Hendrix: il segreto del successo di Voodoo Child

Non c’è amante del rock che non conosca Voodoo Child, canzone della Jimi Hendrix Experience contenuta nel terzo e ultimo album in studio della formazione, Electric Ladyland, pubblicato nel 1978. Il singolo, che sarà pubblicato nel 1970, si origina da una storia incredibilmente importante che fa capo a quelle celebri e improvvisate jam session che Jimi Hendrix realizzata con diversi collaboratori e amici, tali da creare delle sonorità di incredibile livello. Il brano in questione, infatti, è stato registrato nel 1968, e deve il suo grande successo a quelle registrazioni che hanno portato la Jimi Hendrix Experience a realizzare un brano di grandissimo livello, come anche spiegato da Jimi Hendrix.

Non a caso, Voodoo Child è diventato uno dei capisaldi delle esibizioni dal vivo di Hendrix, in base a quelle che erano le esibizioni variabili da parte dello stesso chitarrista in grado di realizzare diverse esibizioni del pezzo, che potevano avere durate variabili che andavano dai sette ai 18 minuti. Ovviamente, nell’ambito della storia della musica, Jimi Hendrix ci ha regalato delle vere e proprie perle, come dimostrato al Festival di Woodstock del 1969: vogliamo parlarvi della genesi del successo di Voodoo Child.

La registrazione di Voodoo Chile e le jam session improvvisate di Jimi Hendrix

Per parlare della genesi del successo di Voodoo Child  ci si deve riferire a tutte quelle jam session che Jimi Hendrix realizzava nell’ambito della sua incredibile carriera, grazie alla collaborazione con amici e colleghi. In particolar modo, durante la registrazione del terzo e ultimo album in studio della Jimi Hendrix Experience, Electric Ladyland, il chitarrista e la band amavano uscire la sera e esplorare diversi locali di New York, al fine di effettuare diverse jam session con i musicisti del luogo. Nell’ambito di una di queste stesse, Hendrix fu in grado di portare in studio circa 20 persone, secondo una tendenza consolidata ma che in quel caso fu certamente particolare.

Le jam session di Jimi Hendrix erano davvero improvvisate?

La dinamica della jam session condivisa portò alla realizzazione di Voodoo Chile, canzone più lunga che sia mai stata realizzata da Jimi Hendrix. Le famose jam session in questione sono state oggetto sia del ricordo da parte di Steve Winwood, organista dei Traffic, sia di Eddie Kramer, ingegnere del suolo che ha dubitato delle effettive improvvisazioni. Il primo si è espresso dichiarando: “non c’era nessuno spartito, niente di scritto. Lui [Hendrix] iniziò semplicemente a suonare. Fu un lavoretto da una sola take “buona la prima”, con lui che cantava e suonava in contemporanea. Aveva una tale padronanza tecnica dello strumento e sapeva bene chi era e quello che poteva ottenere grazie alle sue abilità”.

Il secondo, invece, ha dichiarato: “l’idea che queste jam session fossero del tutto improvvisate e spontanee non mi trova per nulla concorde. Possono sembrare casuali ad un ascoltatore esterno, ma Jimi le pianificava meticolosamente.Durante la registrazione del pezzo, è possibile udire Hendrix che avvisa Winwood della sua parte di organo.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.