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Jimi Hendrix: Il produttore rivela perché i Band of Gypsys si sono sciolti

Nel corso di un’intervista rilasciata, di recente, per Guitar World, l’ormai ex produttore di Jimi Hendrix, Eddie Kramer, ha ricordato i momenti passati in studio con il leggendario chitarrista. Nel corso del colloquio, a Kramer è stato chiesto come si sentisse nel riascoltare le tracce originali di Jimi Hendrix per la pubblicazione del Box Set Songs For Groovy Children: The Fillmore East Concerts, rilasciato in novembre del 2019.

“Ricordo i primi giorni di missaggio, in cui Jimi mi sedeva accanto. Era il 1970 e ci trovavamo ai Juggy Sound studios di New York. Jimi aveva una visione particolarmente chiara di ciò aveva intenzione di ascoltare alla fine di quel progetto. Ciò che mi rimase impresso da quella esperienza furono gli screzi tra Hendrix e Buddy Miles, il batterista della Band of Gypsys. Spesso, Buddy tendeva ad improvvisare e ad uscire fuori traccia sia con la batteria che con la voce. A volte esagerava e Jimi non ne era affatto contento”.

“Ricordo che Jimi posò la testa sul banco – continua Kramer – sussurrandomi ‘spero che Buddy zittisca una buona volta, accidenti!‘. C’era un solo ed unico Jimi Hendrix e credo che, questa, sia una delle ragioni per cui abbia deciso di sciogliere la Band of Gypsys poco dopo quelle sessioni. Il gruppo non sarebbe più stato coeso. Jimi voleva che nessuno gli rubasse la scena.

Cosa rendeva unico Jimi Hendrix? Le parole di Eddie Kramer

Proseguendo nell’intervista, a Eddie Kramer è stata chiesta quale fosse la natura dei dissidi tra Jimi Hendrix e Buddy Miles. “Buddy era l’uomo giusto per quel lavoro. La sua ritmica era così solida. Permise a Jimi di avere molte più libertà di esprimersi nei brani. Ciò che Buddy Miles portò di nuovo fu un supporto molto pesante, un rullante impetuoso che si incastrava perfettamente nei meccanismi del gruppo. Quando riusciva a ricavare i giusti spazi, anche la sua voce era favolosa e si mescolava meticolosamente con il resto.”

“Guardando avanti, allo scioglimento della Band of Gypsys e al ritorno insieme degli Experience – continua Kramer – con Billy Cox al basso e Mitch Mitchell di nuovo alle pelli, ci si rende conto di quanto, questi, abbia studiato e tratto ispirazione dalla tecnica di Buddy Miles”. In effetti, lo stesso Mitchell riconobbe più volte l’apporto di Miles nella sua crescita musicale, definendolo una vera e propria “macchina da ritmo”.

Infine, al produttore viene chiesto cosa, secondo lui, rendesse Jimi Hendrix unico e, col senno di poi, un’icona intramontabile della cultura musicale moderna. La sua risposta è stata: “C’è uno spiccato senso della spontaneità; soprattutto quando le cose andavano male. Quando qualcuno suonava male un accordo, una nota o qualsiasi altra cosa, Jimi ci rideva su. Era molto duro con sé stesso, ma nessuno è mai riuscito, come lui, a trasformare persino gli errori in cose meravigliose. Credo sia la prova regina della grandezza di un artista”.

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)