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Jimi Hendrix: Quella volta che Billy Cox lo protesse dal razzismo

Nato William Cox a Wheeling, il 18 ottobre del 1941, Billy Cox è un bassista statunitense la cui opera è particolarmente riconosciuta, avendo lavorato al fianco di Jimi Hendrix nel suo iconico gruppo Rock, i Band of Gypsys. Billy Cox fu l’ultimo componente ad essere ammesso tra le file del gruppo, nonché, l’ultimo membro della band rimasto in vita. Jimi Hendrix ha scritto alcune delle pagine più brillanti nella storia del Rock; affermandosi come un punto di riferimento indiscusso su una scena musicale, già di per sé, molto fervente.

L’ascesa del mitico eroe della sei corde fu fulminea. Hendrix svettò nelle classifiche di tutto il mondo ed incendiò alcuni dei palchi più iconici di tutti i tempi, come quello di Woodstock, nel 1969. Il mito di Jimi Hendrix raggiunse il capolinea troppo in fretta. La sua carriera, brave seppur intensa, gli ha permesso di ascendere all’eternità. Ad oggi, l’apporto del chitarrista sugli artisti di spicco del panorama contemporaneo è dei più profondi. Le sue epiche gesta fanno sì che la sua figura rimanga indimenticata, spingendo migliaia di giovani ad inseguire le sue orme sullo strumento.

Jimi Hendrix deve molto a Billy Cox. Oltre ad essere un valido collega, infatti, il bassista si rivelò più volte anche un suo grande amico. Nel corso di una recente intervista, Billy Cox ha rivelato di aver compiuto un gesto particolarmente altruistico nei confronti di Jimi Hendrix, salvandolo dalla deplorevole ombra del razzismo; in quest’articolo, ne abbiamo riportato le parole.

Come ha fatto Billy Cox a salvare Jimi Hendrix dal razzismo?

Billy Cox si è, recentemente, concesso ai microfoni del Namm’s Remembering Jimi Hendrix Podcast; un podcast nato col solo scopo di omaggiare il Dio della chitarra. Durante il colloquio, Billy Cox ha trattato gli argomenti più disparati, fino ad arrivare al punto in cui ha spiegato di aver declinato una straordinaria offerta di Jimi Hendrix, per salvare la sua carriera dal razzismo.

L’amicizia tra il bassista ed il leggendario chitarrista nacque sotto le armi, quando i due prestarono servizio in Kentucky per l’esercito statunitense. L’eroe della sei corde chiamò Cox nell’estate del 1966, chiedendogli di partire alla volta dell’Inghilterra in modo da unirsi al gruppo che il suo manager Chas Chandler stava formando; parliamo, ovviamente, degli Experience. Billy Cox declinò l’offerta di Jimi Hendrix subitaneamente inventando una scusa per la quale non avrebbe potuto permettersi un amplificatore ed il suo basso montava solo tre corde.

Durante il colloquio, Billy ha rivelato di aver voluto proteggere Jimi dagli orrori del razzismo, salvaguardando la sua straordinaria ascesa. “Avrei tanto voluto unirmi a Jimi in Europa – ha esordito – Sapevo che stava diventando una star, ma dovetti raccontargli fin troppe bugie. Gli dissi che l’avrei raggiunto non appena avrei potuto permettermi una strumentazione adeguata, invitandolo a procedere senza di me. Sapevo che sarebbe stato impossibile prendere il volo a causa della segregazione razziale. Pensai che se mi fossi unito a lui, la sua carriera sarebbe precipitata. Sono davvero felice che ce l’abbia fatta ed io sono andato avanti con la mia vita con orgoglio”.

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)