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John Frusciante: ecco come riuscì ad entrare nei Red Hot Chili Peppers

Oggi torneremo a parlare ancora una volta di Red Hot Chili Peppers e, in particolar modo, del chitarrista John Frusciante. Dopo avervi raccontato del ritorno di Frusciante nella band capitanata da Anthony Kiedis, vogliamo oggi spiegarvi come riuscì ad entrare inizialmente nella formazione statunitense.

L’ingresso di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers

La prima cosa che dovreste sapere è che Frusciante ha sempre amato i Red Hot, anche molto prima che ne facesse parte anche lui. Nel lontano 1985 John rimase letteralmente colpito dalla band e, in particolar modo, dal chitarrista Hillel Slovak. Il chitarrista e co fondatore della band rappresentò una vera e propria fonte di ispirazione per Frusciante e, questo, risulta evidente nell’album Mothers’ Mik.



Ad ogni modo, sfortunatamente Slovak morì d’overdose il 25 giugno dell’88 e, nello stesso periodo anche il percussionista Jack Irons abbandonò la band per motivi personali. I superstiti Anthony Kiedis e Flea, però, nonostante le difficoltà decisero di non abbandonare il progetto Red Hot Chili Peppers.

E, nel frattempo, Frusciante inizia a stringere amicizia col batterista D.H. Peligro, grande amico di Flea. Questo contatto fu fondamentale per John che, alla fine, riuscì ad entrare in contatto col bassista, il quale rimase impressionato dalle sue doti di chitarrista. I due artisti iniziano a diventare buoni amici e Flea propose ufficialmente a Frusciante di entrare nella formazione. La proposta, ovviamente, fu accettata con grande entusiasmo dal chitarrista.



John Frusciante divenne presto un perno portante della band: grazie al suo carattere estroverso, al suo innegabile talento e al suo stravagante atteggiamento sul palco, riuscì perfettamente ad integrarsi nei Red Hot Chili Peppers.

L’allontanamento di Josh Klinghopper dalla band

Il rientro (per la terza volta) di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers rappresenta un cambiamento non indifferente nella storia del rock, tanto che in tantissimi tra i fan hanno salutato il tanto inatteso ritorno con una gioia sicuramente motivata, e che ha sottolineato un parametro piuttosto significativo: tutti hanno apprezzato Josh Klinghoffer nei Red Hot Chili Peppers e la sua grande qualità non è mai stata negata, ma l’impatto di John Frusciante è sempre stato differente e si è poggiato su ben altri pilastri. Per non parlare dell’alchimia tra Frusciante, Smith, Kiedis e Flea: un qualcosa di veramente raro ed inarrivabile

Josh, nonostante tutto, ha accettato con grande rispetto la scelta dei suoi colleghi, senza alcun rancore. In una recente intervista per il podcast WTF di Marc Maron, infatti, ha raccontato il suo personale punto di vista: “Mi hanno semplicemente detto: ‘Saremo diretti: abbiamo deciso di chiedere a John di tornare nella band’. Io sono rimasto in silenzio per qualche secondo e poi ho ammesso: ‘Me lo aspettavo, non sono affatto sorpreso’. Le uniche cose che mi sono uscite sono: ‘Avrei voluto fare un qualcosa di indimenticabile a livello musicale con voi, qualcosa che avrebbe potuto impedire questo evento.’



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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)