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John Lennon: come ha trascorso il suo ultimo, tragico, giorno della sua vita?

Era l’8 dicembre del 1980 quando John Lennon, improvvisamente, fu raggiunto da 5 colpi di pistola, di cui ben 4 a segno. Purtroppo non ci fu più nulla da fare: l’ex Fab Four, uno dei più grandi artisti che la musica abbia mai conosciuto, l’autore di alcune leggendarie canzoni come ‘Imagine’ morì per mano di un certo Mark David Chapman. In questo articolo vogliamo rivivere le ultime 24 ore di John Lennon, soffermandoci con attenzione sull’ultimo, tragico, giorno della sua vita.

Le ultime 24 ore di vita di John Lennon

Le ultime ventiquattro ore di vita di John Lennon furono in realtà piuttosto tranquille, tra set fotografici, autografi e registrazioni in studio. Insomma, era pur sempre un lunedì lavorativo, un giorno stracolmo di impegni per l’ex Beatle e sua moglie Yoko Ono.

L’agenda delle due star era infatti piena di impegni e, per conciliare tutto alla perfezione, si alzarono alle prime ore del mattino e giunsero nel loro bar preferito -‘Cafè la fortuna’– a fare colazione. Alle 11 c’era il primo appuntamento della coppia: un servizio fotografico nel loro ampio appartamento. John Lennon spiegò alla fotografa Annie Leibovitz che aveva in mente un qualcosa di rivoluzionario e geniale: voleva essere fotografato tutto nudo ed aggrappato a sua moglie Yoko Ono. Lo scatto, alla fine, diventerà uno dei più iconici della storia del rock.

Verso ora di pranzo, le 13 circa, è invece il turno di Dave Sholin, produttore radiofonico di San Francisco. In quella che si configurerà come l’ultima intervista di John Lennon, l’ex Beatles pronuncia una frase che, a rileggerla ora, fa ancora una certa impressione:

“Io non finirò mai di fare quello che faccio. Finirò con il mio lavoro e con la musica solo quando morirò e, ovviamente, spero accada tra molto molto tempo.”

La morte per mano di Mark David Chapman

Terminata l’intervista, il produttore radiofonico offre un passaggio a Lennon ed Ono agli studi di registrazione dove, ad attenderli, c’è una marea di gente (tra cui lo stesso Chapman) pronta a strappare almeno un autografo. Durante le sessioni, poi, ad un tratto il capo dell’etichetta discografica di Lennon –David Geffen– comunica alla coppia che l’album ‘Double Fantasy’ era appena appena diventato disco d’oro. John Lennon esce quindi dagli studi stanco, ma felice e soddisfatto del suo lavoro e, insieme a sua moglie, si dirige in limousine al Dakota Building.

Ad attenderli, fuori l’entrata del Dakota Building, un certo Mark David Chapman con in mano una calibro 38. ‘Hey Mr. Lennon’, furono queste le sue parole prima di compiere l’insano gesto. Il resto della storia, purtroppo, lo conosciamo già.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)