gtag('config', 'UA-102787715-1');

John Lennon: perché la sua morte resta ancora oggi un mistero?

I mitici Beatles sono una delle band più famose e apprezzate di tutti i tempi. Il magnifico quartetto di Liverpool, formato da John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison, ha scritto pagine indelebili nella storia della musica. Sono stati in tantissimi, infatti, gli artisti a prendere come esempio i Fab Four: gli Oasis, i Kasabian, Bob Dylan, Lou Reed, Lucio Battisti e perfino i Pink Floyd. La discografia dei Beatles è infatti piena zeppa di brani che, per un motivo o per un altro, hanno cambiato radicalmente la storia della musica. C’è, però, un evento in particolare che ha segnato la carriera dei Beatles e più in generale della storia del rock: la morte di John Lennon, avvenuta la sera dell‘8 dicembre del 1980. E, nonostante siano passati ben 40 anni dal quel tragico omicidio, l’evento resta ancora oggi avvolto da un alone di mistero.

La controversa figura di Mark David Chapman

Oggi cercheremo di far chiarezza su uno degli eventi che più ha scosso la musica mondiale negli ultimi 40 anni: la morte del leggendario John Lennon. Nel 1980, mentre stava rincasando insieme a sua moglie Yoko Ono, il musicista dei Beatles venne raggiunto da 4 colpi di pistola. L’autore dell’insano gesto, un certo Mark David Chapman, era un grande appassionato dei Beatles ed un vero e proprio fanatico di John Lennon. La sua ossessione lo portò addirittura a sposare nel 1979 una donna statunitense di origine giapponese, Gloria Hiroko Abe, molto simile a Yoko Ono. La sua passione per Lennon si trasformò presto in ossessione e, di punto in bianco, iniziò a dubitare del suo idolo, insinuando che avesse tradito gli ideali a cui tanto era legato.

John Lennon: una morte ancora avvolta nel mistero

David Chapman decise di punire John Lennon nel peggiore dei modi, sparandogli ben 4 colpi col la sua calibro 38: “Hey Mr. Lennon”, furono queste le sue ultime parole prima di compiere l’insano gesto. Per John Lennon ci fu ben poco da fare: morì alle 23:15 al Roosevelt Hospital. Chapman rimase invece impassibile sulla scena del delitto e, in attesa della polizia, iniziò a leggere una copia de Il Giovane Holden di Salinger. Nonostante la dinamica dell’incidente sia ancora oggi abbastanza chiara, negli anni non sono mancate ipotesi circa un possibile complotto: John Lennon, infatti, non era solo un musicista, ma anche un attivista politico, un filantropo ed un uomo fermamente convinto delle sue idee.

Una delle teorie più valide è quella sviluppata da Fenton Bresler nel suo libro “Who Killed John Lennon?”, nella quale si ipotizza che David Chapman fosse un uomo della CIA a cui avevano fatto il lavaggio del cervello ed ingaggiato dagli Stati Uniti per uccidere Lennon. Nel volume Bresler sostiene che Chapman, mentre si trovava a Beruit per un incarico, fosse stato plagiato da alcuni agenti della CIA sotto copertura. L’assassino, inoltre, nel 1976 fu anche avvistato alle Hawaii in un centro della CIA e, sempre secondo quanto riferito Fenton Bresler, era lì per prendere parte al programma MK-ULTRA: ed è proprio in quell’occasione che gli fecero il lavaggio del cervello per convincerlo ad uccidere il più iconico dei Fab Four.

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)