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John Lennon, la storia del concerto che decretò la fine dei Beatles

Nel 1970 i Beatles arrivano infine al punto di rottura. I contrasti e le dinamiche di potere – ormai chiaramente evidenti – distruggono l’equilibrio dei Fab Four. La storiografia musicale ha sempre tirato in ballo molti fattori che potrebbero aver condotto – più o meno congiuntamente – allo stesso risultato. Ma uno, più degli altri potrebbe aver accelerato il processo di involuzione dei Beatles. Questo motivo è strettamente collegato a John Lennon.

BEATLES, I MOTIVI DELLO SCIOGLIMENTO DEI FAB FOUR

Il 1970 sancisce la fine ufficiale dei Beatles, ma la formazione è minata da contrasti e dissidi interni da molti anni. Tante sono le cause prese in considerazione per spiegare tale esito. Tutte ugualmente probabili, ma nessuna decisiva in sé. Sicuramente il rapporto turbolento e antagonistico tra Paul McCartney e John Lennon è stata la crepa che ha distrutto l’equilibrio dei Fab Four.

Ma – oltre a questo – anche l’emergere del talento eclatante di George Harrison come compositore, che diventa sempre più evidente. Così tanto che il chitarrista vorrebbe vedersi riconoscere il giusto merito dai suoi compagni di band. L’approccio e il consumo di sostanze stupefacenti – a metà degli anni ’60 – contribuiscono a modificare le dinamiche esistenti. E infine, ovviamente, il fatidico incontro tra John Lennon e Yoko Ono nel 1966.

BEATLES, I PRIMI CONTRASTI NEL 1968 E VERSO LA FINE

Nel 1968 i Beatles decidono di compiere un viaggio spirituale in India, alla scuola di pensiero della rigenerazione spirituale. Con l’aggiunta di molti brani – scritti proprio durante il viaggio – viene pubblicato nel Novembre dello stesso anno il White Album. Nel disco è evidente che i Fab Four stiano perdendo la loro coesione. Ogni pezzo riporta infatti la firma unica e individuale di uno dei componenti.

I problemi artistici sempre più evidenti, i dissidi interni e l’ingombrante presenza di Yoko Ono, spingono i Beatles a fare un ultimo tentativo per salvare il gruppo. Un ritorno alle origini rappresentato da un album più spontaneo, senza troppe ricercatezze e sperimentalismi. Il progetto dal nome Get Back, darà seguito anche ad un film con lo stesso nome del disco: Let it Be – Un giorno con i Beatles. La formazione decide di tenere l’ultimo concerto sulla terrazza della Apple Records – il 30 Gennaio 1969.

JOHN LENNON, ECCO COME ACCELERO’ LO SCIOGLIMENTO DEI BEATLES

Nel 1966 i Beatles arrivano a Toronto e – durante una conferenza stampa – John Lennon si trova a parlare di un loro ipotetico scioglimento. “Ovviamente non andremo in giro tenendoci la mano per sempre – disse all’epoca l’autore di Imagine, scatenando le risate del pubblico – Dobbiamo scioglierci o andare avanti…potrebbe succedere” aggiunse subito dopo. Ovviamente, nessuno poteva immaginare che da lì a tre anni sarebbe accaduto sul serio.

Nel 1969 infatti un John Lennon molto diverso fa ritorno a Toronto e i Beatles ormai si parlano a malapena. Il cantante nutre molto risentimento nei confronti dei Fab Four e ha perso qualsiasi speranza sul loro futuro. E’ disilluso al punto che – in quell’anno – accetta l’invito del promoter John Brower per esibirsi al Toronto Rock and Roll Revival. Non solo fu la più grande esibizione di Lennon senza George Harrison, Paul McCartney e Ringo Starr. Ma il musicista portò con sé Eric Clapton, Alan White e Yoko Ono.

JOHN LENNON E YOKO ONO, LIVE PEACE IN TORONTO

Quando riceve l’invito di John Brower per esibirsi a Toronto, John Lennon non pensa nemmeno un momento di cantare con i Beatles. Piuttosto porta con sé la moglie Yoko Ono – con la Plastic Ono Band – il famoso chitarrista Eric Clapton e Alan White. Alla fine l’esibizione – ripresa in video con il titolo di Live Peace in Toronto – si rivelò un completo disastro per l’artista giapponese. Il pubblico arrivò a chiederne chiaramente l’uscita dal palco. D’altro canto invece, per Lennon rappresentò la scoperta che “c’era vita oltre i Beatles”. 

Sebbene nei Fab Four si percepisse già la fine, fu il concerto a Toronto la goccia che fece traboccare il vaso. Anche Ringo Starr addita l’evento come causa della decisione finale presa dalla formazione. John Lennon tornò dal Canada rinvigorito e pieno di speranze per un futura carriera solista. “Dopo il debutto della Plastic Ono Band a Toronto, abbiamo avuto un incontro a Saville Row e John l’ha finalmente detto. “Bene, ormai è fatta ragazzi. Finiamola qui” e noi abbiamo detto tutti Si” conferma Starr.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.