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John Petrucci: “I primi album dei Dream Theater mi imbarazzano”

John Petrucci è uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi. Il suo apporto sulla scena musicale contemporanea è dei più profondi. Attraverso uno stile semplicemente impareggiabile, John Petrucci ha elevato la caratura dell’opera dei Dream Teather all’ennesima potenza, rendendola una delle principali protagoniste sul panorama moderno; nonché una delle Progressive Metal Band più famose di sempre. Nel corso di una recente intervista rilasciata per Sonic Perspectives, il chitarrista dei Dream Theater ha parlato dei primi giorni della sua iconica band e, inoltre, ha promosso il suo ultimo album da solista, intitolato Terminal Velocity.

Il disco in questione è stato rilasciato in agosto ed è il secondo lavoro del chitarrista in qualità di artista solista. Petrucci sancì il suo debutto in questo senso nel 2005 con Suspended Animation. Terminal Velocity vede la partecipazione di Mike Portnoy alla batteria e Dave LaRue al basso; mandando in visibilio i milioni di fan dei Dream Theater in tutto il mondo. Durante il colloquio, al leggendario chitarrista dei Dream Theater è stato chiesto cosa pensasse dei primi lavori della band. John Petrucci ha rivelato di reputare i primi album dei Dream Theater imbarazzanti. In quest’articolo, abbiamo riportato le singolari rivelazioni del formidabile chitarrista.

Le parole di John Petrucci sui primi album dei Dream Theater

Il leggendario chitarrista dei Dream Theater, John Petrucci, è fautore di un eclettismo straordinario sul suo strumento. Il suo approccio, virtuoso come pochi, ha permesso al suo gruppo di affermarsi come la massima influenza di moltissimi artisti che annoverano il panorama contemporaneo. Riguardo i primi album dei Dream Theater, però, John Petrucci ha espresso parole molto dure, dicendo: “Penso spesso che molte persone abbiano ascoltato le prime demo dei Majesty (nome originale dei Dream Theater) e alcune delle nostre primissime canzoni. Mi sento molto in imbarazzo al riguardo. I primi album dei Dream Theater, a partire da When Dream And Day Unite, ovviamente, mi danno un’impressione molto negativa.

“I primi album dei Dream Theater suonano come se dei bambini inesperti avessero deciso di scrivere delle canzoni ed inciderle – ha proseguito – Penso che Images And Words, del 1992, però, stia resistendo all’inesorabilità del tempo. Di sicuro, sono molto più orgoglioso del secondo album del gruppo che del nostro primo disco e delle demo ad esso antecedenti. Ancora oggi, quando riproponiamo i brani di Images And Words dal vivo, ne sono fiero e mi accorgo di quanto, ancora, abbiano da offrire. Reputo l’immaturità di When Dream And Day Unite intollerabile. Parlando, infine, del suo ultimo lavoro da solista, John Petrucci ha rivelato che alcune tracce potranno, sicuramente, rendere felici i fan dei Dream Theater più devoti alla band che, in ogni caso, sono entusiasti del ritorno di Mike Portnoy accanto a Petrucci.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.