23 January, 2021, 10:29

Johnny Allen Hendrix: perchè il chitarrista di Seattle cambiò nome in ‘Jimi’?

Oggi siamo qui per onorare ancora una volta la memoria di Jimi Hendrix: uno dei più grandi -se non il più grande in assoluto- chitarrista della storia della musica. Oggi, 27 novembre 2020, ricorre l’anniversario della sua nascita e, per celebrare al meglio il suo compleanno, abbiamo pensato ad una speciale curiosità per voi: l’origine del nome di Jimi Hendrix. Abituati tutti a chiamarlo ‘Jimi Hendrix‘, forse non tutti sanno che inizialmente il suo vero nome era un altro: Johnny Allen Hendrix. Fu il padre, infatti, a cambiargli nome qualche anno dopo la nascita. Certo, noi oggi siamo abituati a chiamarlo ‘Jimi’ e -probabilmente- non potrebbe essere altrimenti, ma se il padre non avesse preso quella decisione oggi quasi sicuramente parleremmo di ‘Johnny Hendrix‘.

La storia di Johnny Allen Hendrix, alias Jimi

Sarà che siamo abituati a chiamarlo ‘Jimi‘, ma Johnny Hendrix non avrebbe avuto lo stesso impatto. Certo, ciò che chiamiamo ‘rosa’ con un altro nome conserverebbe sempre lo stesso profumo e, naturalmente, Jimi Hendrix avrebbe conservato il suo inequivocabile stile anche se si fosse chiamato Johnny, ma dobbiamo ammettere che non avrebbe avuto lo stesso effetto.

Nato al King County Hospital di Seattle da James Allen ‘Al’ Hendrix e Lucille Jeter il 27 novembre del 1942, per quasi 5 anni il chitarrista di Seattle -primo dei cinque figli di Lucille- è stato Johnny Allen Hendrix. Nel 1946, poi, entrambi i genitori decisero di cambiare il suo nome in “James Marshall Hendrix” in onore di suo padre ‘Al‘ e del suo defunto fratello: Leon Marshall.

La difficile situazione familiare

Il rapporto tra James Allen ‘Al’ Hendrix e Lucille Jeter, però, non era dei migliori. Dopo essersi arruolato nell’esercito americano per servire il suo paese nella seconda guerra mondiale, Al Hendrix non vide suo figlio per circa tre anni: la prima volta che padre e figlio si incontrarono, infatti, fu nel 1945: quando il piccolo Hendrix aveva 3 anni.

Le sue incapacità nel trovare un lavoro stabile, poi, lasciarono la sua famiglia in una condizione di instabilità e povertà. In un clima di assoluta tensione, la violenza a casa Hendrix era all’ordine del giorno: entrambi i genitori, infatti, avevano dei seri problemi di alcolismo e litigavano in continuazione. Il piccolo Jimi, timido e sensibile -spesso e volentieri- passava ore ed ore chiuso in un armadio per non doverli sentire litigare. Queste esperienze segnarono profondamente il giovane chitarrista che, una volta, confessò addirittura ad una ragazza di essere stato vittima di abusi sessuali da parte di un uomo in uniforme.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)