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Joy Division, Stephen Morris: “se avessimo continuato, saremmo stati come i Radiohead”

I Joy Division sono stati uno dei gruppi più importanti nella storia del Post Punk Britannico. La band si formò nel 1977 a Salford, nella contea del Grande Machester. La leggendaria line up dei Joy Division vedeva tra le sue file Ian Curtis alla voce, Bernard Sumner alla chitarra e tastiera, Peter Hook al basso e Stephen Morris nei ruoli di batterista e percussionista. La storia dei Joy Division raggiunse un epilogo tragico. Dopo il successo del loro iconico album di debutto, Unknown Pleasures; acclamato da pubblico e critica, infatti, il frontman del gruppo si suicidò. Era il maggio del 1980 e la band era alla vigilia del suo tour americano.

Poco dopo la pubblicazione postuma del loro secondo album, intitolato Closer, i membri sopravvissuti della band formarono i New Order. Nel corso di una recente intervista rilasciata da Stephen Morris ad NME, questi ha rivelato che i Joy Division avrebbero potuto trovare nuovi orizzonti musicali sulla falsariga dei Radiohead. Nei loro anni d’oro, i Joy Division hanno scritto alcune brillanti pagine nella storia del Rock, attraverso un sound del tutto personale, che affondava le radici nell’opera del periodo berlinese di David Bowie,nelle pietre miliari del Rock firmate da band come i Doors e i Velvet Underground e la musica elettronica.

Stephen Morris: “i Joy Division sarebbero diventati come i Radiohead”

Durante il suo recente colloquio con NME, il batterista dei Joy Division, Stephen Morris ha immaginato uno scenario alternativo per la band che, se avesse proseguito il suo percorso artistico, avrebbe raggiunto sonorità simili a quelle dei Radiohead. Come detto, dopo il suicidio di Ian Curtis, i membri dei Joy Division rimasti formarono i New Order.

Morris è arrivato a parlare del secondo album del gruppo, Power, Corruption & Lies, e delle differenze sostanziali tra il sound del gruppo e quello dei Joy Division. In particolare, il batterista ha detto: “Ascoltavamo molta musica elettronica. Se avessimo continuato, probabilmente la nostra opera ne avrebbe risentito ancor più profondamente, ma non avremmo tessuto le atmosfere ammiccanti alla Dance Music tipiche dei New Order; avremmo creato qualcosa di molto simile ai Radiohead”.

Stephen Morris ha ipotizzato che i Joy Division avrebbero potuto creare qualcosa di molto simile a Kid A. Ad oggi, comunque, i New Order si sentono lontani dal loro passato come Joy Division, spiegando che l’album sopracitato abbia funto da spartiacque definitivo per buttarsi i trascorsi con Curtis alle spalle. Il bassista Peter Hook, infatti, ha rivelato quanto frustrante fosse stato, per i membri del gruppo, continuare senza Ian Curtis, accusando la pressione dei fan, provati dalla sua tragica dipartita.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)