gtag('config', 'UA-102787715-1');

Radiohead: L’incredibile storia di com’è nato Kid A

Formatisi nell’Oxfordshire nel 1985, i Radiohead rappresentano, ad oggi, un’istituzione per il panorama musicale contemporaneo. Nel corso degli anni, la band è arrivata a vendere oltre 40 milioni di dischi in tutto il mondo. Il gruppo, composto da Thom Yorke alla voce, chitarra e pianoforte, Jonny Greenwood alla chitarra solista e sintetizzatori, Ed O’Brien ai cori, chitarra e percussioni, Colin Greenwood al basso e Philip Selway alla batteria, ha scritto alcuni dei brani più evocativi nella storia del Rock, a cavallo tra secondo e terzo millennio. La storia del quarto album dei Radiohead, Kid A, ha dell’incredibile; essendo stato un disco frutto del timore della band per l’ignoto, pur rivelandosi un capolavoro assoluto della musica contemporanea. In quest’articolo, ne scopriremo i particolari.

Dopo il successo straordinario di Ok Computer, i Radiohead affrontarono un periodo emotivamente critico. La band si ritrovò, a partire dal loro frontman, innanzi ad un’incertezza logorante. Ok Computer aveva segnato la storia sin dalla sua pubblicazione, nel 1997; il suo sound, tanto aggressivo quanto rilassato, innovativo e realista allo stesso tempo, toccava uno standard apparentemente impossibile da eguagliare. Del resto, all’epoca i Radiohead portavano il fardello di essere una band in continuo miglioramento; la differenza tra Pablo Honey e The Bends era abissale. Con Ok Computer, i Radiohead sembrarono aver trovato la loro identità, affascinante e misteriosa.

 La storia di Kid A dei Radiohead

La storia della nascita del quarto capolavoro dei Radiohead affonda le radici nel sentimento di estraniamento provato da Thom Yorke nei confronti della sua stessa opera. Il leggendario frontman della band comprese l’importanza della musica, capace di esprimere concetti ben più articolati da esplicare nei testi; arrivando a fargli ricoprire un ruolo marginale all’interno del disco su cui stava lavorando. La musica si rivelò più espressiva delle parole, trascendendo l’ordinarietà del linguaggio verbale, mostrandosi capace di esprimere dettagliatamente, una moltitudine di emozioni ed esperienze, altrimenti indecifrabili.

Alla base del desiderio di Thom Yorke di evadere dai canoni classici della composizione musicale, c’era la sua esperienza personale. La frustrazione del cantante innanzi all’individualismo della società moderna, misto alla frenesia logorante della routine quotidiana, spinsero Yorke a prendere posizione al riguardo attraverso la musica. Il cantante, del resto, sentiva che la sua opera non stesse cambiando le cose e che la valenza significativa dei brani su cui aveva messo la firma, si fosse persa all’istante.

Le perplessità riguardo un disco visionario come Kid A non furono poche, i membri dei Radiohead pensarono che il disco avrebbe distrutto la loro carriera, a causa della sua eccessiva audacia. Il senno di poi, però, contraddisse immediatamente le loro idee. Il quarto album dei Radiohead è, forse, il più evocativo ed empatico della loro intera carriera. Si gridò al miracolo quando l’album, nel suo complesso, si rivelò capace di suscitare l’angoscia provata da Yorke negli ascoltatori, pur spingendoli a riascoltare i brani che lo componevano; poiché straordinariamente criptici e, per questo, particolarmente affascinanti.

 

 

 

 

 

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.