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Judas Priests: perchè Painkiller è l’ultimo vero album heavy metal della band

Nel corso della loro carriera, i Judas Priests hanno realizzato una serie di pubblicazioni che li hanno portati a sperimentare più generi musicali, e ad approcciare a realtà artistiche e culturali di diverso tipo. Per questo motivo, non si può definire la band con un solo genere musicale, ma bisogna far riferimento a tutte le pubblicazioni avvenute da parte della stessa, oltre che a tutti i cambiamenti che ci sono stati nell’ottica di una lunga e significativa carriera da parte della band britannica. L’ultimo vero apice dell’heavy metal dei Judas Priests è stato rappresentato dall’album Painkiller, dodicesimo disco in studio della formazione musicale britannica pubblicato il 3 settembre del 1990. Ma perché Painkiller è l’ultimo vero album heavy metal della band?

La storia di Painkiller

Al fine di prendere in considerazione perché Painkiller sia l’ultimo album heavy metal dei Judas Priests, bisogna prendere in esame la storia di questo disco stesso, che potrebbe tranquillamente essere definito come uno dei più rappresentativi album della band stessa. L’album in questione, non a caso, è ritenuto come uno dei pilastri del genere dell’heavy metal, dal momento che all’interno dello stesso è concentrato tutto quell’insieme di caratteristiche e determinazioni che si trovano alla base del movimento musicale, dai testi energici ai significati particolari, passando per l’ampio utilizzo di una strumentazione ricca di pesantezza.

Si tratta, ancora, dell’ultimo album che sia stato registrato con il cantante Rob halford, che lasciò il gruppo per dedicarsi ai suoi progetti personali prima di realizzare una reunion con lo stesso nel 2004. Insomma, tutti gli elementi che possiamo sottolineare sono alla base del Movimento heavy metal, e rendono Painkiller grande. I Judas Priests non riusciranno più a raggiungere un livello simile, dopo una pubblicazione di grandissimo livello, e soprattutto capiranno che la strada ormai battuta dell’heavy metal sarebbe stata degna di una sostituzione e di una nuova sperimentazione musicale e artistica.

Le dichiarazioni dei Judas Priests sull’ultimo album heavy metal

Gli stessi Judas Priests hanno sottolineato il sopraccitato concetto, parlando dell’unicità di Painkiller e del nuovo atteggiamento artistico della formazione britannica. Se Glenn Tipton aveva dichiarato “La nostra ambizione è di sventolare la bandiera del metal e sentiamo che thrash e heavy metal sono la stessa cosa […] Siamo nel thrash… Siamo molto consapevoli di tutto il giovani band e chitarristi.”, successivamente il tiro della band cambierà.

Nel 2019, non a caso, il bassista ha spiegato: “Avevamo fatto l’album sperimentale Turbo, che aveva recensioni contrastanti… quella era davvero una strada a senso unico, non stavamo andando da nessuna parte con pesanti sintetizzatori per chitarra. Ram It Down è stato il punto in cui siamo tornati sul filo del rasoio, quindi Painkiller è stato un seguito di quell’album, con musica più raffinata, molto aggressiva e molto forte.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.