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Keith Richards, ecco quali sono i suoi riff preferiti dei Rolling Stones

Nel corso della sua lunga carriera, Keith Richards è stato in grado di realizzare una lunga serie di riff di chitarra che lo hanno fatto entrare nella storia del rock. Scopriamo quali sono i suoi 10 riff preferiti tra quelli suonati insieme ai Rolling Stones. La lista è stata pubblicata dal sito Guitar World nel 2005 e racchiude alcuni dei successi più straordinari della carriera della band britannica.

1. Satisfaction

Il primo brano citato è senz’altro uno dei più famosi dei Rolling Stones in senso assoluto. “Quando ho scritto la canzone, non ho pensato ad inserire un grande riff di chitarra”, ha esordito Keith Richards“Ho visto suonare il pedale Fuzz-Tone da Otis Redding e il suo stile è stato il più vicino alla concezione per la canzone. In pratica, la nostra versione era una demo per lui”.

2. Mother’s Little Helper

Mother’s Little Helper è stato caratterizzato da un riff con ben 12 corde e sonorità vagamente orientali. Simile al sitar, il ritmo è stato tipico di un assolo in grado di unire l’intera canzone. “L’ho adoperato ancora prima che i sitar venissero utilizzati nella musica rock. Probabilmente il pezzo aveva qualche piccola influenza zingara”, affermò Richards.

3. Paint it Black

“Brian Jones (il fondatore degli Stones) ha usato il sitar in alcuni brani, tra i quali Paint It Black. Forse le corde erano troppo leggere, ma Brian amava suonarle come se avesse un mandolino”, sostenne il chitarrista. Quindi, Keith ha elogiato l’ex bassista Bill Wyman grazie all’utilizzo dell’organo e ad una melodia semi-gitana.

4. Jumping Jack Flash

Come nacque il riff di Jumpink Jack Flash“Tutto avvenne grazie al mio giardiniere Jack Dyer, che stava camminando con i suoi stivali di gomma mentre io e Mick Jagger eravamo a casa mia, nel sud dell’Inghilterra. Iniziai a scherzare con il giardiniere cantando ‘Jumpin’ Jack…’. Nel brano, utilizzavo una chitarra acustica Gibson Hummingbird con un’altra sopra le righe. Avevo appreso questo accorgimento dalla band di George Jones, negli anni ’60”.

5. Sympathy for the Devil

Un altro brano straordinario fa parte della lista dei migliori riff di chitarra secondo Keith Richards“Mick mi fece sentire questo brano folk in pieno stile Bob Dylan, che si concluse con un samba sfrenato. È questa la forza degli Stones, trasformare le canzoni in divenire”.

6. Street Fighting Man

In questo caso, il riff è nato da un lavoro molto lungo e difficoltoso, con varie incisioni sovrapposte e quattro tracce mescolate. “A quei tempi – spiegò Richards – mi piaceva comprimere la chitarra acustica, proiettare i suoni sui registratori a cassette e sovraccaricando tutto. Poi prendevo un microfono di plastica e lo sbattevo contro la chitarra. In Street Fighting Man, c’erano una chitarra acustica a sei corde e una a cinque, entrambe in accordature aperte”.

7. Gimme Shelter

In questo caso, Keith Richards si servì della chitarra australiana Maton, simile alla Gibson di Chuck Berry“La chitarra fu dipinta e riverniciata, ma funzionava alla grande. Sulla traccia originale, puoi renderti conto di alcune piccole distorsioni che hanno reso l’esecuzione ancora più poetica”.

8. Can’t You Hear Me Knocking

“In questa canzone, le mie dita si sono mosse al meglio e ho scoperto alcuni segreti sull’accordatura che non conoscevo. Quella jam session finale era sorprendente, pensavamo di aver già finito il pezzo. Quando abbiamo ascoltato la riproduzione ci siamo resi conto della coda finale”.

9. Miss You

Secondo Keith Richards, questo era fondamentalmente il brano ideale di Mick Jagger e della sua passione per le robe da discoteca. “Il riff di chitarra è stato leggermente oscurato dietro la sua voce. Quel brano è un autentico divertimento, in grado di diventare funky se realizzato col tempo giusto”.

10. Start Me Up

“La consideravo come una canzone reggae”, ha esordito Richards riguardo a Start Me Up“Durante una pausa ho realizzato un riff di chitarra quasi improvvisato, rendendo questa canzone estremamente rock. Poi abbiamo creato altre 15 registrazioni reggae, ma cinque anni dopo Mick si rese conto della prova rock e scoprì tutta la sua bellezza”.
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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)