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Kiss: come i Led Zeppelin hanno influenzato la carriera di Paul Stanley

I Kiss, gruppo hard rock statunitense nato dall’incontro tra Paul Stanley e Gene Simmons, sono una delle band più conosciute e apprezzate del pianeta. Uno dei marchi di fabbrica della band di New York è sicuramente l’iconico make up che, da anni ormai, li contraddistingue. I Kiss hanno infatti saputo giocare -più di qualsiasi altra formazione- sulla loro immagine, creando così un look inconfondibile e a dir poco unico. Come facciamo a riconoscere i membri del gruppo nonostante il trucco? Facile: Paul Stanley è The Starchild (figura ispirata al film “2001: Odissea nello spazio”), Gene Simmons è il cosiddetto Demone, Ace Frehley è The Spaceman, mentre Peter Criss è The Catman. Make up a parte, i Kiss dal 1973 ad oggi ne hanno fatta di strada e, così come tantissime altre formazioni, si sono ispirate ai capostipiti del rock, ai veri maestri di questo genere. Paul Stanley, ad esempio, ha sempre lodato il lavoro svolto dai Led Zeppelin ed in più e più occasioni li ha indicati come la band che maggiormente ha influenzato il suo percorso di musicista.

L’amore di Paul Stanley per i Led Zeppelin

Il cantante dei Kiss è sempre stato affascinato dai Led Zeppelin, sin da quando era un ragazzino. La prima volta che vide Jimmy Page e soci dal vivo, infatti, aveva appena 17 anni.

“La prima volta che ho visto i Led Zeppelin credo fosse nell’agosto del ’96, a cavallo tra i primi due album -ha spiegato Paul Stanley durante un’intervista- la parte più impressionante è avvenuta mentre suonavano ‘What is and What Should Never Be’, Jimmy Page aveva il suo archetto e il suono della sua chitarra veniva spostato da un amplificatore all’altro. Rimasi assolutamente sbalordito. Non ho mai visto in nessun altra band la perfezione dei Led Zeppelin e penso che loro fossero perfettamente consapevoli della loro bravura. E non sto parlando solo in termini di sincronismo, ma anche e soprattutto dell’energia che veniva dal palco, del loro atteggiamento.”

L’incontro con Jimmy Page

Il musicista ha poi aggiunto: “La band era davvero spettacolare. Robert Plant era di un altro pianeta: prendeva le note senza sforzo e c’era così tanta sfrontatezza in tutto quello che faceva che ti mandava letteralmente fuori di testa.”

Crescendo, poi, Paul Stanley ha avuto l’onore e il piacere di incontrare di persona Jimmy Page, diventando tra l’altro suo grande amico: “Essere stato un grande fan dei Led Zeppelin e poi ritrovarsi Jimmy Page ad un tuo spettacolo a Londra è davvero un’esperienza unica. Dicono che bisogna stare attenti ad incontrare i propri idoli perché potrebbero risultare degli stronzi, beh con Jimmy è stato proprio l’opposto. Jimmy è una persona unica, vive e respira musica e credo che sia uno dei chitarristi più importanti ed influenti di sempre.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)