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Kiss, Quella volta che la band donò il sangue per un fumetto

I Kiss sono una band famosa tanto per la musica quanto per lo stile. Grazie a Paul Stanley hanno sempre avuto un make up ed un trucco particolari. Ciò in quanto Stanley oltre ad essere un musicista è un pittore interessatissimo alle arti grafiche. Ha curato la copertina di diversi album e definito il look della band insieme con il compagno d’avventura Gene Simmons. A proposito di arti figurative, i Kiss hanno anche partecipato ad un fumetto Marvel, in cui hanno donato addirittura niente poco di meno che il loro sangue. Vediamo come.

Marvel Comics Super Special #1

Nel 1977 uscì un fumetto della Marvel che vede come protagonisti proprio i Kiss. La band ha partecipato al progetto in un modo tutto particolare, cosa che non deve stupire visto il loro stile così eccentrico. Infatti, oltre a prendere parte al fumetto, diedero letteralmente il loro sangue che fu unito all’inchiostro per realizzare il fumetto. La copertina vanta quindi una scritta che spiega che c’è il vero sangue dei membri della band. Il volume vede Gene Simmons, Ace Frehley, Paul Stanley e Peter Criss confrontarsi con artisti come Mephisto e Doctor Doom. C’è anche cameo di artisti del calibro di The Avengers, The Fantastic Four e The Defenders.

Dare il sangue per vendere?

Questa trovata così particolare è coerente con il modo di fare sempre molto trasgressivo dei Kiss. Sono conosciuti per il forte uso del sangue nei loro spettacoli, che miravano proprio a scioccare il pubblico, che veniva spesso anche messo in pericolo con fuoco e altri giochi ed effetti pirotecnici. Tuttavia, questa la prima volta che succedeva una cosa del genere. Naturalmente come per il trucco scenico e vari elementi dei concerti, anche stavolta i Kiss cercavano di intrattenere e incrementare le vendite del fumetto con questa trovata, così originale quanto inquietante. Tanto più che il prelievo del sangue fu documentato da un cameraman e la band si presentò con il solito trucco usato per andare in scena, come se fosse quindi una esibizione e di fatto lo era.

La fatica del lavoro

Il libro contiene una colonna a quattro pagine intitolata “Blood on the Plates“, dello scrittore Stark Raven, che esplora i tipi di sacrifici che un artista dovrebbe fare per il proprio lavoro. Allora questo gesto così bizzarro ed irriverente assume un significato un po’ diverso: può simboleggiare la fatica degli artisti che si sacrificano moltissimo per lavorare. Qualsiasi tipo di lavoro implica problematiche e rinunce, ma quello della rockstar che sembra così perfetto e piacevole nasconde lati oscuri molto particolari. La fatica di dover essere qualcosa che può vendere può consistere davvero nell’investimento di sangue, sudore e lacrime, come diciamo noi nella vita di tutti i giorni.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.