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Korn, Jonathan Davis: “L’alcool mi ha quasi ucciso”

Korn sono senz’altro tra i massimi esponenti del nu metal degli Stati Uniti. La band è riuscita a raccogliere successi a livello mondiale, anche se non sono mancati i momenti di difficoltà anche sotto l’aspetto puramente personale. Ad esempio, il frontman Jonathan Davis è stato alle prese con situazioni che lo hanno gettato in una profonda crisi. Conosciamolo meglio in un’intervista rilasciata a Metal Hammer nel 1996, poco dopo l’uscita del secondo album della band, Life is Peachy.

La rabbia di Jonathan Davis nei suoi testi

In buona parte dei testi da lui scritti, Jonathan Davis ha denotato un certo tasso di rabbia. “L’America è sempre stata molto tesa. Ad esempio, Amsterdam è un paese libero, nel quale puoi fumare erba, andare nei quartiere a luci rosse, finire in prigione da un momento all’altro”, così esordisce il cantautore. Davis ha detto che, quando scrive, lo fa per coinvolgere le persone e toccarle nel profondo: “La mia musica fa in modo che i sentimenti di rabbia possano finalmente esplodere dopo che siano stati accumulati per tanto tempo”.

Le critiche sul testo di Kunt

Un estratto interessante dell’intervista riguarda i sentimenti nascosti dietro alla canzone Kunt, per la quale Jonathan Davis era stato accusato di aver avuto un atteggiamento offensivo contro le donne. “Pensavano che io avessi chiamato il brano Kunt per andare contro le donne. In realtà, è solo nei confronti delle donne che mi hanno ferito nella mia vita, ex fidanzate e così via. Le donne vanno spesso in giro a dire che gli uomini sono maiali. Tante donne in America o da altre parti vogliono uomini che le trattano male, prosperano in questo marciume. Tuttavia, adoro le donne perché sono estremamente fantastiche! Se torno a casa e parlo con la mia ragazza di situazioni personali, lei mi fa sentire meglio con me stesso”.

Il rischio di morire a causa dell’alcool

Quindi, l’attenzione di Jonathan Davis si è spostata verso i problemi dovuto all’alcool“Stavo percorrendo la stessa strada di mio padre, ciò mi stava uccidendo. Mio figlio Nathan mi ha reso responsabile. Non bevo mentre lui è a casa, non faccio feste mentre lui è in giro. Sono tornato a casa, una volta, completamente ubriaco dopo essere arrivato ad alta velocità. L’ho guardato e mi ha fulminato con lo sguardo. Mi sentivo piccolo piccolo. Da quel momento in poi, non ho più esagerato con l’alcol. Penso che lui mi abbia salvato la vita, senza di lui mi sarei ucciso a causa delle bevute”. Nonostante ciò, l’esperienza ha lasciato un segno indelebile nella psicologia del frontman dei Korn, anche se è riuscito a riprendersi al meglio dalla sua dipendenza dall’alcool. Nel 2018, Davis ha dovuto fare i conti con la morte della moglie Deven Davis, dalla quale si era separato due anni prima.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)