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La splendida cover di Crazy Little Thing Called Love cantata da Eddie Vedder (VIDEO)

Eddie Vedder non è nuovo all’esecuzione di cover famose. Il frontman dei Pearl Jam ama regalare al proprio pubblico personali reinterpretazioni di grandi successi della musica internazionale. Emblematico il fatto che chiuda i propri concerti con Rockin’ in the Free World di Neil Young. Durante alcune esibizioni nel territorio inglese Eddie Vedder ha cantato una splendida cover dell’ iconico brano dei Queen: Crazy Little Thing Called Love. Il cantante dei Pearl Jam ha condiviso con il proprio pubblico tanta musica e tanti aneddoti divertenti.

La storia di Eddie Vedder

Durante il concerto alla 3arena di Dublino Eddie Vedder ha saputo incantare il pubblico come sempre. Oltre all’esecuzioni dei suoi grandi successi e di splendide cover della musica internazionale, ha condiviso un aneddotto della sera precedente. Si trovava in un pub con Glen Hansard – cantautore irlandese che accompagna spesso il frontman dei Pearl Jam – e un gruppo stava suonando una canzone dei Queen.

Eddie Vedder ha inoltre confessato che – poco dopo l’uscita del biopic musicale Bohemian Rhapsody – si era tagliato la barba per cercare di assomigliare a Freddie Mercury. La canzone suonata al pub di Dublino era stata come un segno per il frontman dei Pearl Jam – che aveva così deciso di cantare una cover della band di Mercury durante il concerto del giorno successivo.

Cover dei Queen

La cover di Crazy Little Thing Called Love ha stupito il pubblico sia a Dublino che al Wembley Stadium di Londra. Eddie Vedder ha saputo incantare ed emozionare il proprio pubblico – sorprendendolo con la splendida cover dei Queen. Al Wembley Stadium ad esempio, dopo una serie di canzoni dei Pearl Jam e del suo repertorio solista, Vedder ha attaccato con Crazy Little Thing Called Love – iconico brano di Freddie Mercury e soci. La cover – eseguita con Glen Hansard – si è diffusa nell’aria di Londra attraverso le voci di Eddie Vedder e del pubblico presente.

Moltissime altre le cover eseguite anche nella data di Dublino. Come in occasione delle date italiane e della maggior parte delle sue esibizioni live, il frontman dei Pearl Jam ha chiuso con Rockin’ in the Free World. Ha poi eseguito anche bellissime versioni di In God’s Country degli U2 e di My City of Ruins di Bruce Springsteen.

Scaletta del concerto a Dublino

  • Alive
  • Cross the River
  • Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
  • I Am Mine
  • Driftin’
  • Indifference
  • Just Breathe
  • Sometimes
  • Wishlist
  • Wildflowers
  • In God’s Country
  • Far Behind
  • Guaranteed
  • Rise
  • Immortality
  • My City of Ruins
  • Black
  • Corduroy
  • Porch
  • Even Flow
  • Better Man
  • Song of Good Hope
  • Falling Slowly
  • Crazy Little Thing Called Love
  • The Auld Triangle
  • Hard Sun
  • Rockin’ in the Free World

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.