La storia del primo concerto dei Pearl Jam nel 1990

I Pearl Jam, pionieri del Seattle sound, hanno dovuto fare un bel po’ di gavetta su vari palchi più piccoli, come del resto tutti i gruppi, prima di arrivare a suonare su stage enormi come quelli del Pinkpop festival e acquisire la sicurezza sul palco e la scioltezza che presentano ora ai loro spettacoli. Vediamo allora la storia del primo concerto dei Pearl Jam nel 1990.

La storia del primo concerto dei Pearl Jam

I Pearl Jam sono una delle band più importanti del panorama Rock e Grunge e non serve sottolineare che hanno fatto la storia di quei generi. Il fontman Eddie Vedder è famoso per le sue pazzie sul palco come gli spettacolari stage diving ed è conosciuto per la sua sicurezza e il controllo dello stage. C’è stato un momento però, nel 1990, quando i Pearl Jam avevano iniziato a fare concerti, che non avevano questa sicurezza.

Il primo concerto dei Pearl Jam si tenne nel 1990 al Off Ramp Cafe di Seattle. In quel concerto militavano ancora con il nome di Mookie Blaylock (che era un giocatore di basket). Le canzoni suonano come le conosciamo noi oggi con qualche piccolo combiamento. La cosa che fa strano è vedere Eddie Vedder immobile sul palco mentre canta e che ha addirittura la mano in tasca. E’ oggettivamente teso e si vede che è ancora alle prime esperienze con lo stage.

Nulla di stupefacente alla fine, è normale sentirsi un po’ in soggezione. C’è da ricordare che anche nei primi concerti dei Doors, Jim Morrison voltava addirittura le spalle al pubblico. Successivamente Eddie Vedder dichiarò che nei primi concerti il suo unico obbiettivo era quello di non vomitare durante la serata.

I problemi di Eddie Vedder e le sue ambizioni

Dopo essere diventato una rockstar di fama mondiale Eddie Vedder ha rivelato che ciò non è mai stato il suo vero obbiettivo. E’ davvero difficile gestire la pressione e i media e soprattutto uno dei problemi più difficili da risolvere per lui è la privacy.

“Non voglio essere una star. Non ne vale la pena, avere la mia foto scattata e avere la mia faccia ovunque. È spaventoso; mi spaventa, potrei spaventare un sacco di persone con la mia faccia! Personalmente penso che meno conosci un musicista, meglio è. – continua Vedder – Tutto ciò di cui hai bisogno è la musica, e quindi non avrai altri preconcetti.
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Matteo Natalìa, 19 anni, mi divido principalmente tra la passione per la musica, in particolare suonare la batteria e scrivere. Esperto articolista di musica grunge e hippie. (matteo.natalia@libero.it)