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Le 5 canzoni più sottovalutate dei Led Zeppelin

I Led Zeppelin sono autori di alcuni dei più grandi brani della storia del rock: Black Dog, Stairway to Heaven, Kashmir, Whole Lotta Love e tanti altri ancora. Oggi, però, non ci vogliamo soffermare tanto su queste pietre miliari, quanto piuttosto su una serie di brani che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nell’ombra. Andiamo a scoprire insieme le 5 canzoni più sottovalutate dei Led Zeppelin.

The Rover

Il brano The Rover, estratto dall’album del 1975 Physical Graffiti, è stato composto dal chitarrista Jimmy Page e dal frontman Robert Plant. Scritta durante un soggiorno a Bron-YR-Aur, cottage di proprietà della famiglia Plant, la canzone fu composta originariamente nel 1970 e quindi ben 5 anni prima della pubblicazione dell’album. The Rover, infatti, inizialmente si presentava più come un pezzo acustico e, solo dopo varie modifiche, assunse una sfumatura più hard rock.

Achilles Last Stand

Il secondo brano di questa speciale classifica è Achilles Last Stand, traccia d’apertura dell’album del 1976 Presence. La canzone si presenta come una delle più lunghe e complesse mai composte dagli Zeppelin: Jimmy Page, infatti, ci mise un giorno e una notte per registrarla. Il titolo, invece, fa riferimento ad un incidente automobilistico di Robert Plant nell’agosto del ’75 in cui si ferì ad una caviglia e, ovviamente, è chiaro anche il riferimento al protagonista dell’Iliade: Achille.

Custard Pie

In questa speciale classifica delle 5 canzoni più sottovalutate dei Led Zeppelin non poteva certo mancare Custard Pie. Il brano, registrato nel 1974 ed inserito nell’album Physical Graffiti, presenta un bellissimo riff di Jimmy Page ed un incredibile lavoro di John Bonham. I Led Zep, per la stesura di questo brano, presero ispirazione da alcuni pezzi jazz e blues come: Shake ‘Em On Down di Bukka White, Custard Pie Blues di Sonny Terry e Drop Down Mama di Joe Williams.

Dancing Days

Dancing Days è stato pubblicato dai Led Zeppelin sia come singolo nel 1973, che come traccia dell’album Houses of the Holy. Il pezzo, scritto da Jimmy Page e Robert Plant, è ispirato ad una melodia indiana che i due artisti ascoltarono durante un soggiorno a Bombay. Il brano, tuttavia, fu criticato non poco all’epoca: Rolling Stone, infatti, definì Dancing Day come “un semplice pezzo riempitivo”.

The Crunge

Veniamo ora all’ultimo brano di questa speciale classifica: The Crunge. Il pezzo è stato pubblicato dai Led Zeppelin nel loro album del 1973 House of Holy ed è un chiaro omaggio allo stile funky di James Brown. E, se da un lato John Paul Jones la considera una delle sue canzoni preferiti del repertorio della band, dall’altro The Crunge è stata aspramente criticata da Rolling Stone che l’ha definita come “uno dei peggior esperimenti che la band abbia mai tentato”.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)