gtag('config', 'UA-102787715-1');

Le 5 canzoni più sottovalutate di Francesco Guccini

Il nome di Francesco Guccini si annovera tra gli autori fondamentali della nostra cultura. Scrittore e cantautore, i suoi brani sono conosciuti per la grande meticolosità con cui cura i testi. Una cura formale che gli valse il titolo di poeta. Canzone e poesia si fondono in una discografia complessa, che in pochi conoscono integralmente. Infatti, salvo gli immancabili classici, spesso alcune canzoni di Francesco Guccini effettivamente sono ingiustamente sottovalutate. Abbiamo deciso di selezionare, quindi, cinque tra i brani che maggiormente subiscono questo destino.

La ballata degli annegati

Tratta dal primissimo disco del cantautore, Folk beat n.1, non si può dire sia sconosciuta, ma con l’avanzare della carriera di Guccini è stata spesso accantonata. Invece, è una canzone dal testo originalissimo. Il fiume stesso racconta le storie delle anime che vi sono annegate. Fortemente malinconico, il brano già faceva comprendere pienamente come si sarebbe mosso il cantautore nella sua carriera.

Libera nos Domine

Questo brano fa parte dell’album Amerigo, dal quale sono sicuramente più conosciute la title-track e la celebre Eskimo. Si è tornato solo nel 2014 a parlare di Libera nos Domine come inno contro la guerra, contro la violenza, Francesco Guccini lo ha addirittura legato al terrorismo visti i fatti che hanno coinvolto il mondo e l’ISIS. In generale, tuttavia, rispetto ad altri testi che si scagliano contro la guerra, di Guccini e non, questa non viene considerata moltissimo. Eppure merita davvero tanto.

Da tutti gli imbecilli d’ogni razza e colore,
Dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
Dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
Da visionari e martiri dell’odio e del terrore,
Da chi ti paradisa dicendo “è per amore”,
Dai manichei che ti urlano “o con noi o traditore!”,
Libera, libera, libera, libera nos Domine!

Gli amici

Tratto dal disco Guccini, questo brano ha come tema principale l’amicizia, come si deduce bene dal titolo. Come suo solito, il cantautore cura formalmente il testo nei dettagli, con termini ricercati ed una grandezza descrittiva invidiabile. Citato pochissime volte, ha comunque una grande verve. Senza peli sulla lingua il cantante ne approfitta per mettere alla berlina aspetti della società.

Luna fortuna

Parnassius Guccini è il secondo lavoro del cantautore negli anni novanta e contiene diverse canzoni considerate classici del suo repertorio. Tra queste Canzone per Silvia, Farewell, ecc. Non rientra tra le maggiori citate questa. Un quadro di natura e di poesia che si lega alla Luna come nella poesia leopardiana, con riferimento alla fortuna, alla vita, all’universo ed all’amore. Nel testo si possono notare diverse frasi allusive in una sensualità che, nello stile di Francesco Guccini, non è mai volgare.

Notte calda come tante vicino al fiume che canta
Aria piena del barlume di un lume fioco in distanza
E di lucciole sfuggenti con cui la notte si ammanta
E si ammanta di fantasmi, o di un ricordo lontano
Mentre al buio della notte che mi trascina per mano
Cerco i segni delle piante che mi circondano piano.

Certo non sai

L’album Ritratti di Guccini è noto specialmente per la componente, come rivela il titolo, ritrattistica. Infatti, brani come Odysseus, Cristoforo Colombo, Canzone per il Che, sono dedicati a personaggi storici o letterari di cui si descrivono di fatti le principali caratteristiche. Invece, questa è una canzone d’amore che non si può definire sottovalutata quanto le altre citate, tuttavia tra quelle di genere amoroso è la meno citata dell’autore.

 

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.