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Le 5 migliori canzoni hard rock di band odiate

Non è facile raccogliere consensi da parte di un vasto pubblico. Molti gruppi rock hanno dovuto faticare molto prima di raggiungere il tanto agognato successo. Una volta raggiunto, sono stati alle prese con quelli che oggi sarebbero definiti con l’appellativo di haters. Eppure, anche le cosiddette band odiate sono state in grado di realizzare brani di assoluto rilievo, nonostante la critica non sia stata particolarmente benevola nei loro confronti. Ecco cinque canzoni hard rock davvero sorprendenti di complessi poco graditi da tanta gente.

KISS – Love Gun

KISS possono vantare una carriera di assoluto rilievo grazie a brani come I Was Made for Loving You o album come Rock and Roll Over. Nonostante ciò, la band guidata da Paul Stanley ha ricevuto feedback controversi per i loro brani considerati quasi frivoli. Ad ogni modo, Love Gun rappresenta uno dei picchi del suo lungo percorso artistico. I ritornelli forse sono un po’ troppo leggeri, ma il ritmo è altamente trascinante e l’assolo del chitarrista Ace Frehley è di assoluto rilievo.

Nickelback – Far Away

Nickelback compaiono spesso nelle classifiche riservate alle band odiate perché considerati ripetitivi e melensi. Photograph e Animals hanno fatto storcere il naso a buona parte dei telespettatori, ma alcune eccezioni non mancano. How You Remind Me è senz’altro un’ottima ballata, mentre Far Away merita di far parte della nostra lista per una composizione curata nei minimi dettagli, con chitarra acustica e strumentazione classica. In questo modo, il complesso è stato in grado di allontanarsi dal suo tipico suono arrabbiato, attraendo persino potenziali rocker.

Creed – My Sacrifice

Creed si sono sempre contraddistinti per la capacità di suonare bene, ma le urla del loro frontman Scott Stapp non sono piaciute a molti. La band è salita comunque nelle classifiche grazie all’album Human Clay, ma con Weathered sembra aver raggiunto uno step superiore. Il singolo My Sacrifice è sembrato come un’autentica rivoluzione, con melodia centrale molto forte grazie ai riff di chitarra di Mark Tremonti, che poi avrebbe raggiunto il picco con gli Alter Bridge. Un ottimo pezzo in un repertorio poco apprezzato.

Hoobastank – Crawling in the Dark

Verso la metà degli anni 2000, gli Hoobastank stavano raggiungendo un ottimo successo grazie a The Reason. Nonostante ciò, la band rock sembrava una copia degli Incubus e non veniva presa molto sul serio dal pubblico mainstream. Un pezzo come Crawling in the Dark era piuttosto interessante in un simile contesto, con un’ottima melodia di chitarra e un ritornello coinvolgente. Secondo alcuni, il groove vale molto più di qualsiasi altro gesto della band. Se il complesso avesse continuato su questa strada, molto sarebbe stato diverso.

Limp Bizkit – My Way

Concludiamo con i paladini del nu metal, tra le band odiate per il loro impatto considerato orribile sul rock in generale. My Way sembra una canzone ben differente rispetto alle altre. La melodia è piuttosto trascurabile, ma il frontman Fred Durst sembra ben ispirato e il chitarrista Wes Borland trova il suo culmine artistico. Niente male neanche il DJ Lethal, che riesce ad amplificare al meglio il comparto sonoro. Il piagnucolio della band lascia così spazio ad una rabbia genuina, in grado di valorizzare al meglio un complesso poco amato.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)