gtag('config', 'UA-102787715-1');

Le canzoni più sottovalutate dei Depeche Mode

Quali sono le canzoni più sottovalutate dei Depeche Mode? La band di Dave Gahan e di Martin Gore ha fatto davvero moltissimi album nel corso degli anni e ovviamente hanno anche loro delle canzoni sottovalutate, sia dal pubblico che dalla critica. La prima che andiamo a inserire è un pezzo che sin realtà è piuttosto famoso e molto conosciuto dai più, spesso eseguito anche negli attuali concerti. Si tratta di “Wrong“, uno dei singoli principali di “Sound of The Universe”. Ma perché la mettiamo tra i pezzi sottovalutati? Si tratta di un ottimo brano (impreziosito da un videoclip inquietante e splendido) che chiarisce definitivamente il valore della band come simbolo del rock elettronico.

“Suffer Well” da Playing the Angel del 2005

Anche qui siamo di fronte a un altro singolo piuttosto importante per i Depeche Mode e colpevolmente conosciuto da molti. Il chitarrista Martin Gore, divenuto autore principale del gruppo dopo l’addio di Vince Clarke, aveva deciso di dare più spazio a Dave Gahan come autore in questo disco. La canzone è infatti scritta proprio dalla storica voce della band che fa seguito a un riff di chitarra decisamente intenso e che ricorda, per alcuni frangenti, quello di Personal Jesus. Al contempo il sintetizzatore di fondo guida interamente la voce di Dave Gahan in uno dei pezzi meno conosciuto della band.

“Useless” da Ultra del 1997

Immaginate la cornice musicale, soprattutto elettronica, del 1997. Il mondo stava conoscendo due grandi gruppi elettronici che avrebbero scritto la storia. Il primo, quello dei Prodigy, univa l’elettronica al punk, mentre l’altro dei Chemical Brothers riusciva ad essere ipnotico e più vicino ad atmosfere beat. Ebbene, “Useless” dei Depeche Mode si è perso un po’ in questa lotta. Il brano sembrava essere il canto del cigno della band di Dave Gahan ma non fu assolutamente così. Il disco andò benissimo e “Useless” fu una delle tracce più interessanti di “Ultra“, l’album della rinascita della band. Vi invitiamo a recuperare il pezzo, merita.

“Home” da Ultra del 1997

Rimaniamo sempre su questo disco controverso ma che fu la rinascita del gruppo. Qui la band fa spazio alla voce a Martin Gore e si percepisce chiaramente il mood più intenso e profondo del pezzo. La batteria sempre apparentemente inutile e ridotta all’osso e non sembra esserci neppure la presenza della chitarra elettrica. Il ritornello è guidato da un insieme di archi veramente insoliti per la band. Indubbiamente i Depeche Mode stavano rinascendo come una fenice sotto nuove vesti. Questo pezzo, purtroppo poco conosciuti, rappresenta in pieno questo mood.

“Condemnation” da Songs of Faith and Devotion del 1993

Pochi avrebbero potuto anche solo immaginare una ballata gospel scritta dai Depeche Mode. Il cantante Dave Gahan ha ammesso che si tratta di una delle canzoni della band più belle mai scritte e che ogni volta canta con grande trasporto. Molti hanno definito la performance di Gahan, in questo brano almeno, come una delle più belle di tutta la sua carriera. Pochi la conoscono, è una vera perla della band, ma merita decisamente di essere sentita. Queste sono le canzoni più sottovalutate dei Depeche Mode.

Share

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.