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Le cinque canzoni più sottovalutate dei Litfiba

I Litfiba si formarono a Firenze nell’autunno del 1980.  La band nacque per opera di Federico ‘Ghigo’ Renzulli e Gianni Maroccolo. Ad oggi, il gruppo è uno dei più famosi e alla ribalta sulla scena Rock italiana. Gli esordi dei Litfiba gettano le radici nell’incontro tra Ghigo e Maroccolo e gli altri membri che avrebbero composto il gruppo. Quando i Litfiba muovevano i primi passi, il loro sound di riferimento risentiva delle inflessioni del Punk, del Rock Classico e della New Wave. Oggi, consideriamo i Litfiba come i fautori di una wave Rock mediterranea, frutto della contaminazione tra Rock di stampo anglofono e affascinanti sonorità nostrane. La band riscosse una dose di successo straordinaria quando rivolse la propria opera alle sponde del Pop Rock di matrice più catchy e appassionante per le masse. In questa classifica, abbiamo deciso di elencare alcune delle canzoni più sottovalutate dei Litfiba, in modo da fornire un identikit più dettagliato dell’iconica band di Piero Pelù.

5) Onda Araba

Tratto da Transea del 1986, Onda Araba fa parte del Lato B del terzo EP dei Litfiba. Il brano si apre con un riff di chitarra orientaleggiante, con percussioni esotiche che fanno da sfondo ai vocalizzi di Pelù. Come suggerito, dal titolo, il brano si ispira nella sua interezza alle atmosfere del folklore arabo, pur non disdegnando una ritmica incalzante in crescendo, nel pieno segno delle sonorità che hanno reso grandi i Litfiba.

4) Luna

Luna è il primo singolo rilasciato dai Litfiba, nonché una delle loro canzoni più sottovalutate in assoluto. Il brano venne pubblicato in formato 45 giri nel giugno del 1983. Il gruppo incise Luna/La Preda come premio per la vittoria del secondo Rock Festival di Bologna, in modo da poter promuovere l’EP dell’anno precedente omonimo. In Luna traspaiono i tratti ermetici della penna di Pelù. Alcuni versi dal significato fraintendibile, però, lo spinsero per questioni di natura politica, a modificare il suo stile lirico, in favore di versi più comprensibili e dalle ambiguità ridotte.

3) Apapaia

Tratta da 17 Re del 1986, Apapaia venne pubblicata come lato B esclusivamente promozionale del singolo Tango, rilasciato in esclusiva per le radio francesi. Apapaia è dedicata al rispetto delle opinioni e delle idee tra individui. Si tratta di un brano particolarmente apprezzato della prima parte dell’opera del gruppo.

2) No Frontiere

Tratta dal terzo album del 1995, intitolato Spirito, No Frontiere fu il terzo singolo estratto dal disco. Si tratta di una Power Ballad particolarmente energica, dall’elevato contenuto lirico. La traccia presenta uno spettro sonoro variegatissimo, alternando momenti limpidi, quasi in acustico, a sezioni dominate da chitarre taglienti e distorte. No Frontiere è una delle canzoni più sottovalutate dei Litfiba.

1) Animale di Zona

Sempre da Spirito, Animale di Zona è un brano dal carico emozionale particolarmente marcato. Il testo della canzone si basa sul bisogno di porre un limite in una relazione tossica. Nelle lyrics traspare l’esigenza del protagonista di comunicare con la propria partner. Sebbene la ami ancora, infatti, questi si sente oppresso dall’ammontare eccessivo di cose non dette nella sua storia. Mentre lui prova a non farsi distogliere dalla passione, cercando di colmare le lacune del suo rapporto, lei prova ad illudersi che la relazione vada ancora a gonfie vele. Il brano si basa su una strumentale di stampo Alternative Rock/Post Grunge; mossa da un ritmo trascinato e chitarre incredibilmente ruggenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)