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Le migliori canzoni Rock che parlano di politica

Sin dai primi anni, il Rock si è distinto nel mondo della musica per tematiche trattate ed eclettismo musicale. Nel corso dei decenni la crescita artistica dei musicisti che il Rock ha raccolto sotto la propria ala è salita a livelli straordinari; portando i massimi esponenti del genere ad esprimersi su tematiche critiche e, spesso, particolarmente delicate. Se per gran parte dello show business, il mondo della politica, ha sempre rappresentato una sorta di tabù, i grandi nomi del Rock non si sono mai tirati indietro dall’esternare le proprie ideologie, arrivando a far sentire la propria voce e, in questo caso, a far ruggire i propri strumenti, in forma di protesta ove necessario.

In quest’articolo abbiamo deciso di raccogliere alcune di quelle che, secondo noi, sono le migliori canzoni Rock che parlano di politica e che, in particolare, si concentrano sui moniti alla protesta e alla rivoluzione proposti dagli artisti di punta del genere. Nel corso degli anni, i massimi esponenti del Rock hanno potuto esprimersi riguardo le tematiche più disparate; arrivando, in alcuni casi, a consacrare la propria intera carriera alla lotta politica; pur non esentandosi dal mettere la firma su alcune pietre miliari che, ancora oggi, risuonano nel cuore e nella mente di milioni di appassionati.

5) Rage Against The Machine – Killing In The Name (1992)

Rodney King venne crudelmente massacrato da alcuni agenti della polizia di Los Angeles. Era il marzo del 1991 e, quanto accaduto, venne ripreso attraverso una videocamera. Questo, portò l’evento su tutti i media, scatenando, inevitabilmente, un turbine di notizie di proporzioni particolarmente massive. Il 29 aprile del 1992, i colpevoli dell’assassinio di King vennero licenziati a causa delle pesantissime illazioni a cui, la polizia di Los Angeles venne sottoposta dall’opinione pubblica. La traccia dei Rage Against The Machine venne rilasciata nel novembre di quell’anno e, non solo rappresenta una pietra miliare della discografia moderna, ma è soprattutto un monito alla rivolta particolarmente d’impatto.

4) Green Day – American Idiot (2004)

La title track del celeberrimo album che i Green Day rilasciarono nel 2004 venne pubblicata in forma di protesta contro la politica estera dell’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush; il quale dichiarò guerra all’Iraq dopo la tragedia dell’11 settembre del 2001. Il brano, però, è ritornato in vetta alle classifiche di tutto il mondo dopo l’elezione di Donald Trump e, la sua conseguente visita nel Regno Unito nel luglio del 2018.

3) Radiohead – Idioteque (2000)

Nel 2001, il Gruppo Intergovernativo sui cambiamenti climatici stilò un rapporto in cui si giungeva alla conclusione che, gran parte del riscaldamento globale osservato nell’ultimo cinquantennio, fosse attribuibile alle attività dell’essere umano. I Radiohead si dimostrarono particolarmente previdenti; giungendo a questa conclusione un anno prima e, offrendo una visione catastrofica sul riscaldamento globale nella traccia Idioteque contenuta in Kid A. Nel brano, la band tenta di avvertire l’umanità riguardo l’imminenza di una nuova era glaciale.

2) Sex Pistols – God Save The Queen (1977)

Nel 1977, il regno della Regina Elisabetta II celebrò il suo venticinquesimo anniversario col Giubileo d’Argento che portò un’aria di festa e celebrazioni particolarmente sfarzose in tutto il paese che; intanto, combatteva contro i colpi di una grave crisi economica. Erano gli anni della rivoluzione giovanile del Punk e i Sex Pistols scrissero uno dei brani più evocativi nella storia del Rock. God Save The Queen si scagliò sulle scene come un fulmine a ciel sereno. L’esplosivo frontman del gruppo, Johnny Rotten, cantava la rabbia dei giovani disoccupati e abbandonati da un sistema troppo impegnato a fare i propri interessi.

1) Bob Dylan – A Hard Rain’s A-Gonna Fall (1963)

A Hard Rain’s A-Gonna Fall è inclusa nello straordinario secondo album del leggendario cantautore, intitolato The Freewheelin’ Bob Dylan. La traccia è una classica canzone di protesta, le cui tematiche, vertono principalmente sulla delicata situazione degli Stati Uniti del Secondo Dopoguerra. Il brano venne scritto pochissimo tempo prima la crisi missilistica cubana del 1962, in cui USA ed Unione Sovietica sfiorarono il pericolo di una guerra nucleare. Nonostante la “Hard Rain” di cui si parla nel brano, non sia esplicitamente rivolta al possibile rischio di una catastrofe nucleare, lo stesso cantautore è d’accordo nel considerare apocalittici i toni della canzone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)