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Le migliori lezioni di marketing che abbiamo imparato dal rock ‘n’ roll

Il rock ci ha insegnato così tanto da poter essere definito non soltanto un qualcosa di prettamente artistico e culturale, ma anche prettamente pedagogico: è in grado di dettare insegnamenti, impartire lezioni, suggerire contesti e tanto altro, talvolta anche in modo prettamente indiretto. A guardare a tutto ciò che è stato il rock ‘n’ roll negli anni ’80 e nei successivi, è possibile trarre degli insegnamenti non soltanto morali, ma addirittura economici e comunicativi: vogliamo sottolinearvi, allora, quali sono le migliori lezioni di marketing che abbiamo imparato dal rock ‘n’ roll, grazie al suo modo di essere e grazie a tutte le realizzazioni che ci sono state nel corso degli anni.

Dare ai fan quello che vogliono

La prima delle migliori lezioni di marketing che abbiamo imparato dal rock ‘n’ roll e che vogliamo sottolinearvi è di natura incredibilmente pratica: se si guarda a un esempio a una band come i Queen, che è stata in grado di adattarsi a qualsiasi tendenza artistica del passato, riuscendo sempre a realizzare capolavori qualunque fosse il genere di riferimento, ci si rende conto del fatto che il discorso è molto meno utopico o teorico di quanto si possa credere.

Esistono anche esempi al contrario, si chiaro: artisti come David Bowie o Prince si sono rifiutati di esibire i propri pezzi migliori live, mentre altri come Bob Dylan hanno radicalmente cambiato la propria immagine. In quei casi, l’esito è stato indubbiamente negativo: dare ai fan ciò che cercano o si aspettano non è un modo di snaturare la propria arte, quanto più di adattare il proprio talento a una certa tendenza. 

Coerenza del brand

Quando si parla di brand nel mondo del rock lo si associa al logo di una band, all’operato della stessa e al modo di apparire di una band sul palco o in uno studio di registrazione. Per questo motivo, a meno che non ci fossero dei disastri irreparabili, nessuna formazione ha cambiato il proprio organico per snaturarsi, e quando ciò è accaduto – lo dimostrano le faide che hanno portato allo scioglimento di una band – le conseguenze sono state incredibilmente negative. 

Andiamo al dunque: perchè nessuna band cambia il proprio logo con maggior flessibilità o perchè il ricambio degli artisti di una formazione non è mai troppo frequente? Semplice, per la coerenza del brand, fondamentale in qualsiasi dettame di marketing che voglia essere preso in considerazione.

Ogni componente ha la sua importanza nel progetto globale

Il terzo insegnamento di marketing che si ricava dal mondo del rock è quello che porta a realizzare ogni prodotto con un’attenzione quasi ossessiva; diciamocelo senza mezzi termini: che motivo avrebbero i Led Zeppelin di realizzare brani di successo per il loro quarto album, se hanno già una canzone come Stairway To Heaven che vale l’intero prezzo del disco?

Se il discorso superficiale potrebbe essere più applicato oggi (dove si avverte il bisogno del singolo di traino più che dell’album di successo), non poteva certo accadere in passato o in una strategia di marketing: ogni componente ha la sua importanza nel progetto globale, che ha senso e potere solo in virtù della somma delle singole parti.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.