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Le più belle ballad dei Dream Theater

I Dream Theater sono una delle band di maggiore successo del progressive metal. Pur con diversi cambiamenti di formazione, hanno saputo incantare il pubblico e stupire la critica. Lodati per i virtuosismi e la grande tecnica musicale, i loro album non valgono solo da un punto di vista delle musiche, ma anche come testi. Infatti, moltissimi brani sono curati nel dettaglio anche in quel senso. Oltre alla durezza del metal, i Dream Theater non sono nuovi a canzoni più delicate e dolci. Vediamo le loro ballad più belle.

Through Her Eyes

She never really had a chance
On that fateful moonlit night
Sacrificed without a fight
A victim of a circumstance
Now that I’ve become aware
And I’ve exposed this tragedy
A sadness grows inside of me
It all seems so unfair
I’m learning all about my life
By looking through her eyes.
La grande poesia di questa canzone accompagna uno degli album più famosi della band, Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory. Al centro di questo disco vi è l’ipnosi regressiva. Il protagonista attraverso l’ipnosi scopre la sua vita precedente e conosce, attraverso gli occhi di questa ragazza, la sua storia nel passato. Una ballad semplice, quanto intensa.

Wait for sleep

Sappiamo tutti che la figura femminile domina spesso le ballad in generale. Qui è protagonista una donna che cerca di dormire. Con un minimalismo affascinante vengono descritti i suoi pensieri, l’atmosfera fuori, ciò che le succede dentro. Il pianoforte accompagna un quadro poetico e delicato tutto basato sull’intensità di un attimo. Pur essendo una donna la protagonista, non vi è un accenno al sentimento d’amore.

Along for the ride

Non riguarda l’amore neppure questa ballad, che non ha effettivamente una tematica definita. Potremmo dire che parla della vita e del suo senso, è una sorta di carpe diem ed anche un inno all’esserci gli uni per gli altri, uniti in una cosa sola. “Non credo che siamo qui da soli”, dice il testo. Una ballad con un bellissimo messaggio.

Another day

Forse il significato di questa è assai simile a quello della precedente. Non hanno alcuna frase in comune, sia ben inteso, tuttavia se vogliamo anche questo brano parla di resistere e di vivere le nostre giornate con una certa speranza. Inizialmente sembra che tutto sia perduto, ma il testo insiste sull’idea di provare e di resistere, vivendo un altro giorno.

But if they don’t come down
Resist the need to pull them in
And throw them away
Better to save the mystery
Than surrender to the secret
Whoa oh
You won’t find it here
Look another way
You won’t find it here
So try another day
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.