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Led Zeppelin: Cosa pensa Jimmy Page di Immigrant Song?

Quando i Led Zeppelin rilasciarono il loro terzo album, nel 1970, la critica ed i fans rimasero a dir poco sbigottiti dalla loro scelta stilistica. Dopo aver alzato gli standard dell’Heavy Blues Rock a livelli, per l’epoca, irraggiungibili, con i due lavori precedenti, Jimmy Page e gli altri Led Zeppelin, decisero di sorprendere il loro vasto pubblico attraverso un disco, il cui lato B, tessesse atmosfere acustiche, dall’armonia estrema.

I Led Zeppelin dimostrarono di essere perfettamente in grado di trasporre il loro iconico sound su un piano acustico attraverso brani come Thank You e Your Time Is Gonna Come, provenienti dalle due pubblicazioni precedenti. Anche se, chiamare Led Zeppelin III un disco acustico, risulterebbe particolarmente fuori luogo; la band riuscì, comunque, a sovvertire le scene, ancora una volta, attraverso un lato B unico nel suo genere.

In ogni caso, la band incluse nel disco due delle canzoni più heavy che avesse mai proposto, schierandole in prima linea sul lato A. Parliamo di Out On The Tiles ed Immigrant Song che, secondo Jimmy Page, avrebbe dovuto aprire il formidabile terzo album dei Led Zeppelin,  riponendovi grandi aspettative.

Cosa pensava Jimmy Page del classico dei Led Zeppelin, Immigrant Song?

Jimmy Page vedeva i suoi Led Zeppelin come una commistione meticolosa di stili musicali differenti. Con il terzo album della band, il chitarrista decise di enfatizzare le sue idee in merito. Nel corso di un’intervista, rilasciata nel 2014 per The Guardian, il leggendario chitarrista dei Led Zeppelin ha ricordato quanto, sul III, la critica avesse decisamente mancato l’obiettivo, travisando le prerogative del disco. “Ci chiesero dove fossero brani come Whole Lotta Love; io gli risposi che poteva trovarla nel secondo album e che avevamo intenzione di crescere, ha detto.

Jimmy Page intendeva creare un disco che racchiudesse gli aspetti Rock e la matrice Folk in cui, il sound incendiario dei Led Zeppelin, gettava le radici. Per questo, al leggendario chitarrista, Immigrant Song sembrò il brano perfetto per accendere la miccia di un album a dir poco esplosivo quanto sorprendente. “Il lato A doveva per forza iniziare con Immigrant Song. Quel riff ipnotico e le grida laceranti di Robert Plant, quello è il modo giusto di aprire un album, ha ricordato Page. Del resto, ascoltando l’album per intero, risulta praticamente impossibile contraddire le parole del fautore dell’Hard Rock.

Il brano come cavallo di battaglia dal vivo

Sin dalle prime note, Immigrant Song si scaglia ferocemente sull’ascoltatore, travolgendolo attraverso un tripudio di emozioni forti e tecnicismi estremi; principalmente dovuti al lavoro eclettico di Jimmy Page alla chitarra e di John Paul Jones al basso. Prima ancora di arrivare al ritornello, sembra già chiaro che, Immigrant Song, ricopra il ruolo di manifesto indiscusso dell’opera della band e del genere a cui hanno dato gli albori.

I Led Zeppelin hanno costruito la loro immensa reputazione su basi solide e indistruttibili, attraverso manifestazioni di stile e carisma inimmaginabili, durante gli straordinari spettacoli che li contraddistinguevano dal vivo. Immigrant Song avrebbe trovato, ben presto, il suo posto di cavallo di battaglia, nel corso dei live della band, ovviamente, come iconico brano di apertura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)