Led Zeppelin e Il Signore degli Anelli: legame tra capolavori

Il Signore degli Anelli, un’opera che ha influenzato più generazioni

Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings) è sicuramente una delle opere più importanti che siano mai esistite nella letteratura. Il capolavoro di J.R.R. Tolkien – scritto in tre libri – è stato pubblicato nel 1955, anche se le edizioni e le ristampe si sono da quel momento in poi moltiplicate. Al di là dei contenuti del libro, che certamente sono conosciuti da tutti, la trilogia ambientata nella Terra di Mezzo ha influenzato molto più generazioni. Da quando è stata pubblicata, infatti, numerose sono state le citazioni, le ispirazioni e molto altro ancora. Il capolavoro di Tolkien ha influenzato non solo nella letteratura, ma anche nella musica. Tra chi è rimasto più affascinato da Il Signore degli Anelli c’è sicuramente Robert Plant. Il legame tra Led Zeppelin e Il Signore degli Anelli è un qualcosa di molto affascinante, di cui vogliamo parlarvi in quest’articolo.

Robert Plant e gli Hobbstweedle

Il legame tra Led Zeppelin e Il Signore degli Anelli inizia prima che, di fatto, i Led Zeppelin possano esistere. Nel 1967, mentre la sua formazione musicale era arrivata al suo compimento (prima che potesse entrare nella band), Robert Plant fece parte di una band che si basava sui testi di Tolkien.

La band si chiamava Hobbstweedle (in italiano, il fischio dello Hobbit). Una formazione folk rock in grado di combinare più generi musicali: blues, motivi psichedelici e sopratutto molti testi che erano di chiara ispirazione de Il Signore degli Anelli. In effetti, la grande passione di Robert Plant lo portò a creare la band; successivamente, con i Led Zeppelin, il rapporto tra Led Zeppelin e Il Signore degli Anelli non mancò.

Ramble On e il rapporto tra Led Zeppelin e Il Signore degli Anelli

Sicuramente, se dovessimo usare una dimostrazione pratica per indicare quello che è il rapporto tra i Led Zeppelin e Il Signore degli Anelli, ci serviremmo di una canzone nello specifico: Ramble On (nonostante i riferimenti siano molteplici, e si ritrovino anche in altri album) di Led Zeppelin II.

Il brano, prima di ogni altra cosa, è molto complesso e intenso per la sua struttura musicale. Ripropone lo schema della power ballad, ma l’alternarsi continuo tra parti lente e più morbide a parti, invece, più hard-rock, crea una strutura dinamica e molto complessa del brano. Non è, tuttavia, la prima volta che la band decise di utilizzare un simile schema: già nel primo album della band, nel brano Baby I’m Gonna Leave You, la struttura musicale era stata utilizzata. Al di là di quelle che sono le dicerie che si moltiplicarono sul brano (riguardanti il tipo di percussione utilizzata da John Bonham), il brano è stato molto apprezzato da fan e critica. Al momento, infatti, figura nella posizione numero 433 dei 500 migliori brani di sempre secondo la rivista Rolling Stone.

Quanto a Tolkien e al Signore degli Anelli; la struttura stessa del brano e molti dei versi presenti all’interno della canzone richiamano proprio il mondo del capolavoro di Tolkien. Una storia collocata, cronologicamente, alla fine della terza era, nella grandiosa Terra di Mezzo‘T was in the darkest depths of Mordor / I met a girl so fair / But Gollum, and the evil one / Crept up and slipped away with her / Her, her, yeah / Ain’t nothing I can do, no, cantavano i Led Zeppelin.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.