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Led Zeppelin, ecco le canzoni che Robert Plant ama di più

Nel corso della loro carriera, i Led Zeppelin hanno realizzato una serie di capolavori di grandissimo livello, che hanno indubbiamente fatto la storia della musica e del rock. Ciò ha portato i fan della band a riconoscere alcune canzoni come immortali e degne di grandissimo rispetto e riverenza; allo stesso tempo, però, la stessa formazione britannica sembra non essere d’accordo con quel giudizio che è venuto a crearsi a seguito del successo di alcuni brani. Nel citarvi le dichiarazioni di Robert Plant, vogliamo parlarvi della canzone e dell’album preferito del cantante britannico, chiarendo – prima di ogni altra cosa – che non si tratta di Stairway To Heaven e Led Zeppelin IV.

Le dichiarazioni di Robert Plant e il suo album preferito

A proposito di ciò che vi abbiamo precedentemente citato, e relativo alla canzone e all’album preferito di Robert Plant, vale la pena prendere in considerazione le dichiarazioni dello stesso cantante, che ha parlato – in occasione di più interviste – di quanto detestasse alcune canzoni come Stairway To Heaven, addirittura definita come canzone da matrimonio. In recenti pubblicazioni, vi abbiamo anche parlato di quella volta che Robert Plant e i Led Zeppelin pagarono una piccola radio, che aveva bisogno di fondi, per evitare la trasmissione di Stairway To Heaven.

Non si tratta di un qualcosa di raro all’interno della storia della musica: molto stesso, infatti, i grandi capolavori sono odiati dai loro stessi creatori, o un’esibizione prolungata degli stessi porta quei brani a non essere l’oggetto dell’interesse maggiore da parte degli artisti presi in considerazione. Sulla base di queste realtà, e considerando le dichiarazioni di Robert Plant, quali sono la sua canzone e il suo album preferito?

La canzone e l’album preferito di Robert Plant

Nel corso di una sua intervista, Robert Plant ha chiarito che la sua canzone preferita non è Stairway To Heaven, come molti tra i fan dei Led Zeppelin hanno sempre sostenuto, ma Kashmir. Per quanto possa sembrare una scelta desueta, Plant è stato in grado di contestualizzarla nel migliore dei modi: “Si tratta della ricerca, dei viaggi e delle esplorazioni che Page e io abbiamo intrapreso verso climi lontani fuori dal sentiero tracciato. Ovviamente, abbiamo toccato solo la superficie. Non eravamo antropologi. Ma potevamo, essendo musicisti, essere invitati in società delle quali le persone di solito non sono testimoni. È un momento molto significativo aprire gli occhi e vedere come i componenti delle tribù berbere vivevano nel nord del Sahara. Le mie interpretazioni nei testi non sono così fantastiche, non lo sono mai state. Ma era così per me all’epoca. Quella, davvero, è per me la sensazione di Zeppelin.”

In linea con questa scelta, Robert Plant ha indicato anche il suo album preferito: “‘Physical Graffiti’. Roba forte. E suonava anche bene. Suonava molto duro, ma era anche contenuto, mostrando allo stesso tempo una certa dose di controllo. Oltre a “Kashmir”, “Physical Graffiti” contiene brani come, tra gli altri, “The Rover”, “In My Time of Dying”, “Bron-Yr-Aur” e “Night Flight”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.