21 January, 2021, 18:56

Led Zeppelin, ecco perché odiano una loro canzone

Led Zeppelin sono riusciti a segnare la storia del classic rock grazie ad una serie di brani straordinari. La band britannica guidata da Robert PlantJimmy Page ha riscritto la musica in tutte le sue forme e realizzato album curati nei minimi particolari. Tuttavia, non sono mancati pezzi meno graditi sia da parte del pubblico, sia da loro stessi. In questo caso, vi parliamo di Dye’r Mak’er, una canzone non proprio tra le più famose dei musicisti inglesi degli anni ’70, ma che comunque merita di essere menzionata per alcune motivazioni ben precise.

La scelta dei Led Zeppelin di avvicinarsi al mondo del reggae

Come già accennato in precedenza, la musica dei Led Zeppelin è stata in grado di segnare un solco profondo nel rock progressivo. Diverse canzoni sono entrate a pieno titolo nella leggenda. Il 1971 era stato l’anno di quello che viene ancora oggi considerato come il capolavoro assoluto della band britannica, ossia Stairway to Heaven. Si trattava di un pezzo dalla forte impronta hard rock, mescolata ad una ballad che poneva in evidenza tutta la voce e la personalità del leader Robert Plant. Due anni dopo, il gruppo pubblicò l’album Houses of the Holy, contenente anche una traccia piuttosto curiosa come Dye’r Mak’er. Scopriamo insieme come andò a finire un esperimento musicale che continua a far discutere alcuni puristi della band.

Un risultato finale non proprio straordinario

Dye’r Mak’er è nato come una sorta di piccolo scherzo che i Led Zeppelin hanno scelto di tendere ai propri appassionati. In quel periodo, il complesso inglese era molto affascinato dalla musica reggae. Al contempo, l’obiettivo era quello di prendere in giro il batterista John Bonham perché reo di non essere capace di mantenere il ritmo del reggae. Come andò a finire una prova del genere? Piuttosto male, a dire la verità. Neanche Plant era così convinto di suonare un brano del genere. La sua voce è sembrata molto lieve e offuscata, anche se non mancavano accordi orecchiabili simili al doo-wop degli anni ’50. Il brano non era gradito neanche da John Paul Jones, che notò quanto il pezzo fosse poco curato in ogni sua singola componente. Con tali premesse, la canzone passò praticamente sotto silenzio.

La capacità dei Led Zeppelin di andare oltre un piccolo passo falso

Non era la prima e neanche l’ultima volta in cui una band di straordinario successo era andata incontro ad un piccolo passo falso. Eppure, i Led Zeppelin andavano ben oltre queste piccole difficoltà. Il pubblico americano, tuttavia, aveva accolto il brano in maniera abbastanza decorosa. Negli album seguenti, la band è tornata a concentrarsi in maniera esclusiva sull’hard rock e sembra aver fatto la scelta giusta. Tutto ciò nonostante non sia un errore così grave inserire nel proprio repertorio un qualcosa di differente rispetto al solito.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)