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Led Zeppelin, i controversi segreti della copertina di “Led Zeppelin III”

Vi andiamo a parlare del Kingston College of Art degli anni ’60, Uno degli alunni più celebri di quel collegare si chiama Zacron ed è una personalità molto particolare. Questo ragazzo si laurea nel 1964 e già all’epoca era amico di Jimmy Page, il quale invece studiava alla Epsom School of Art. I due si conoscevano ma dopo i primi successi dei Led Zeppelin si persero di vista. Ma nel 1969, spinto dalla noia, Zacron telefonò a Jimmy Page per proporsi come designer. Page fu felicissimo di ascoltare questa proposta e da qui nacque il terzo disco dei Zeppelin. Vediamo i controversi segreti della copertina di “Led Zeppelin III”.

L’impegno di Zacron

La politica della band di cambiare il loro artista di copertina con ogni uscita significava che Zacron era nel posto giusto, al momento giusto. Egli disse: “Mi era stato affidato il compito di produrre una copertina che doveva risaltare sul mercato, un design che avesse una statura, proprio come la musica. Fino ad oggi, il gruppo non si è reso conto che ero andato in tutti i negozi di dischi di Londra e mi ero procurato un fastidio infernale togliendo ogni copertina da ogni scaffale fino a quando non avevo raggiunto conoscenza approfondita. Avevo un’enorme responsabilità sulle mie spalle nel creare un design per quello che all’epoca era il gruppo rock numero uno al mondo”.

Le influenze classiche per le foto

Ma come era la prima idea? Zacron ammise: “Jimmy ha avuto l’idea di una copertina basata su una carta vegetale. Era quasi come fare un film grafico. Sono stato attento a ottenere le immagini dei membri della band e le foto sono state tutte scattate nelle loro case. John Paul Jones aveva un mood simile a un dio greco. John Bonham era un uomo simpatico, di buon umore, divertente ma aveva un viso forte. Così l’ho fotografato mentre mangiava un panino al cetriolo. Il viso di Jimmy è uscito dalla Medusa, l’idea era quella di renderlo un’apparizione divina con la luce che si piegava attorno ai suoi capelli e uno sguardo sbalordito. La faccia di Robert era germanica. I capelli erano serpenti contorti e l’emblema al collo è come una croce germanica della prima guerra mondiale.”

La rivoluzione della copertina di Zacron

Zacron voleva fare le cose strane. Disse: “Parte del passo rivoluzionario che ha fatto nascere la copertina è stato quello di mettere insieme elementi che non erano stati messi insieme prima. Cose che volavano in aria che normalmente non volano. Volevo inserire cose che mi eccitavano: cose belle come biplani, palme, uccelli strani, piccoli frammenti di gioielli araldici e geometria cosmica” C’erano due elementi che Zacron era obbligato a includere, il nome dei Led Zeppelin e anche il logo della casa discografica.

Un’opera lunga

Ci vollero circa quattro mesi prima che l’artista fosse pronto a svelare il design di Led Zeppelin III ai suoi pagatori. Zacron disse: “Mi ci è voluto molto tempo. Penso che volessero che lo facessi mentre mescolavo il tè. Ma hanno dovuto aspettare, perché doveva essere davvero bello. Quando faccio un’opera d’arte, la metto in bagno, ce l’ho vicino al telefono, vivo e respiro il lavoro. Il gruppo era molto consapevole del fatto che ci sarebbe voluto molto tempo”. Questi erano i controversi segreti della copertina di “Led Zeppelin III”.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.