Led Zeppelin, la misteriosa storia di Black Dog

Black Dog è una delle canzoni più famose e riconoscibili dei Led Zeppelin, non c’è che dubbio. Il pezzo è incluso in Led Zeppelin IV, pubblicato nel 1971 e fu un grandissimo successo, non solamente in Gran Bretagna, ma anche in Australia e negli Stati Uniti. Secondo moltissimi, fu il bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones ad essere il vero cuore pulsante e creatore del pezzo. Fu infatti lui a creare il riff principale e ciò non fu neppure così facile perché il gruppo non riusciva a trovare la giusta quadra della canzone. Ma andiamo con ordine, quale è la misteriosa storia di Black Dog?

IL TITOLO NON C’ENTRA NULLA

Sapevate che il titolo della canzone era ispirato ad un cane nero? Se sapete l’inglese sicuramente sì, in particolare si trattava di un Labrador retriever nero che in quel periodo si vagava sugli studi di registrazione dell’album e che stava simpatico alla band. Ma in realtà questo cane non c’entra nulla con il pezzo dal momento che il pezzo parla d’amore, di desiderio e di felicità sentimentale. Lo stesso Robert Plant, la voce del gruppo, disse che il titolo fu scelto quasi “a caso” ma il valore del pezzo era già fortissimo. Il nome poteva anche essere un altro, non sarebbe cambiato nulla.

I LED ZEPPELIN NON SAPEVANO STARE A TEMPO

Il pezzo vede la presenza di tutti i principali membri dei Led Zeppelin, ma vi sveliamo una curiosità. Se si alza il volume, si può sentire il batterista John Bonham che dà il ritmo con le bacchette ogni volta che sta per iniziare il riff (peraltro ispirato ad Electic Mud di Muddy Waters). Jimmy Page ha ammesso che la band non riusciva a rimanere a tempo e nonostante avessero provato in mille modi, quel suono di bacchette si sarebbe sempre sentito. Anche Jimmy Page ebbe qualche difficoltà di registrazione che decise di ovviare a suo modo: sperimentando, tra sovraincisioni e distorsioni con amplificatori insoliti.

L’INTERESSE DI JIMMY PAGE PER L’OCCULTO

Nonostante moltissimi dicono che il testo non raggiunge il livello di “Stairway To Heaven“, c’è qualche elemento interessante. Come sapete, Jimmy Page aveva una passione per l’occultista Aleister Crowley e per i Tarocchi. Quel cane che si aggirava a Headley Grange era nero e a Jimmy Page, personaggio superstizioso, venne subito in mente il segugio infernale, simbolo di Satana. La complessità delle interpretazioni si estendono anche nell’arrangiamento, dati i vari riff e la difficoltà nel suonare il pezzo dal vivo. Di certo non si tratta di una canzone dance per le discoteche.

LE CURIOSITÀ DI “BLACK DOG”

La voce di Robert Plant venne registrata in sole due riprese, pochissime considerando il tempo e i mezzi. Tra le altre cose, il cantante era solito improvvisare su qualche parte del pezzo perché, a sua detta, si divertiva. Anche dopo la fine degli Zeppelin, Plant ha continuato a suonarla con una certa frequenza dal 2005, cambiando leggermente gli arrangiamenti ispirati al lavoro di Andy Johns. Quest’ultimo era l’ingegnere del suono della band che adornò, altra curiosità, con casse di uova le pareti del posto in cui cantava Robert. Le casse di uova erano infatti perfetti per isolare gli audio e talvolta vengono usate ancora oggi. Ogni musicista poi registrò in maniera separata, compreso Jimmy Page con le sue sovraincisioni (pratica usata anni dopo anche dai Queen e da Brian May).

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.