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Led Zeppelin: Il mistero dell’album senza nome della band

Era il novembre del 1971 e, i Led Zeppelin, avevano irrotto sul panorama socioculturale di quegli anni, affermandosi in men che non si dica come un fenomeno di costume diffusissimo. Ad oggi, i Led Zeppelin sono una delle Rock Band più iconiche nella storia della musica moderna; consacratisi all’eternità come i fautori della corrente dell’Hard Rock. I Led Zeppelin riscossero gran parte della loro fama attraverso l’alone di misticismo di cui, la loro figura, si circondò. L’album che scolpì il nome dei Led Zeppelin nella storia, in via definitiva, rimane ancora oggi, avvolto in un fitto alone di mistero.

Come detto, ad accrescere la, già di per sé, immensa, fama dei Led Zeppelin, furono le leggende che sorsero, in modo particolare, sulla figura straordinaria del loro chitarrista, Jimmy Page. Famigerato per la sua spiccata passione per l’occulto, Jimmy Page è tra i chitarristi più influenti sul panorama musicale moderno. Page si affermò, a suo tempo, come un visionario assoluto.

A prescindere dalle sue magnifiche capacità tecniche e compositive, però, ciò che rese celebre agli occhi dell’opinione pubblica il chitarrista dei Led Zeppelin, fu proprio la sua avvezione alle arti oscure. In molti accusarono Page di professare il Satanismo. Sebbene si tratti di mere voci di corridoio, alle quali, però, Page non ha mai provveduto a ribattere; risulta innegabile che il chitarrista dei Led Zeppelin fosse profondamente interessato all’esoterismo. Dal momento in cui, la passione degli Zeppelin per l’occulto divenne il pane quotidiano della stampa e della critica, gli addetti ai lavori non esitarono un istante a riconoscere, la band, come esponente satanista del Rock.

Il mistero dell’album senza nome dei Led Zeppelin

Nel pieno turbine mediatico scatenato dalle affascinanti leggende sorte sul conto dei Led Zeppelin, l’8 novembre del 1971, la band pubblicò il suo album senza nome, intriso di fitto mistero. Si tratta, in ogni caso, di un disco perfetto sotto ogni aspetto, da molti chiamato Led Zeppelin IV e, sul quale, sono stati scritti fiumi di parole d’encomio. Del resto, IV, fruttò ai Led Zeppelin un disco d’oro, 23 dischi di platino e 1 disco di diamante. Ad oggi, Led Zeppelin IV, conta un totale di circa 23 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti. Il disco viene spesso identificato come l’epitome dell’estro compositivo di Jimmy Page.

Led Zeppelin IV, infatti, venne scritto e realizzato per volere dello stesso Page e di Robert Plant, presso Headley Grange. Si tratta di una mansione rurale sita nel cuore dell’Inghilterra. Prima che i Led Zeppelin ci mettessero piede, scrivendo una delle pagine dorate del grande libro della storia del Rock, però, Headley Grange era stata, un manicomio e, poi, un orfanotrofio.

Questo, contribuì ad accrescere le storie d’esoterismo sorte sul conto dell’album. Led Zeppelin IV è il disco di classici intramontabili come Black Dog. Il brano nacque dall’ispirazione che Robert Plant trasse dalla presenza di un maestoso cane nero nei pressi della villa che, accompagnò la band per tutto il periodo d’incisione per poi scomparire nel nulla e che, apparentemente, nessuno aveva mai visto, né poteva avvicinare, ad eccezion fatta per Robert Plant.

La storia del disco portatore di presagi nefasti

Black Dog non è l’unica traccia del disco a contribuire alla fama di album del mistero conquistata immediatamente da Led Zeppelin IV; il disco, infatti si è dimostrato, col tempo, come portatore di nefasti presagi. Da Misty Mountain Hop a Going To California; entrambi i brani sembrano parlare di eventi che si sarebbero realizzati nel prossimo futuro. In particolare, il secondo, parla di un terremoto devastante che, di li a poco, avrebbe colpito la California.

Nonostante Jimmy Page avesse scelto di non volerla suonare dal vivo, Robert Plant ha spesso sdrammatizzato in merito. Eppure, ci sono due brani che, apparentemente, avrebbero predetto il destino funesto che, dopo qualche anno, avrebbe trafitto il dirigibile degli Zeppelin, facendolo precipitare rovinosamente.

L’album del mistero e la fine dei Led Zeppelin

Four Sticks parla della morte di John Bonham, il leggendario batterista che rese i Led Zeppelin eterni attraverso la sua tecnica eccelsa. Il brano racconta di un gufo che piange nel bel mezzo della notte, lamentandosi incessantemente; ricordando le tragiche dinamiche con cui, Bonham, perse la vita. When The Levee Breaks è uno dei brani più iconici nella discografia dei Led Zeppelin; anch’esso, in qualche modo, avrebbe predetto il triste fato di John Bonham che, per ottenere un suono più profondo dalla sua batteria, decise di registrare in una fossa scavata appositamente ad Headley Grange, come se il suono provenisse da una tomba.

Il disco parla di presente, passato, futuro ed estrema solitudine; Led Zeppelin IV, infatti, è anche il disco dell’Eremita. Sebbene i Led Zeppelin si siano immolati come vittime di un destino nefasto, la loro leggenda rimarrà per sempre vivida e ardente nel cuore e nella mente di milioni di appassionati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)