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Led Zeppelin: il significato dei simboli della band

I Led Zeppelin si resero, fin dagli albori, fautori della loro stessa nomea. Intorno ai quattro membri della band sorse un simbolismo estremo. Sulle loro figure nacquero fitti aloni di misticismo. Le storie che, nel corso degli anni, albeggiarono sul capo dei quattro Zeppelin hanno dell’incredibile. I membri della band vennero idolatrati e demonizzati. Il mistero dell’unicità di Jimmy Page e della sua passione per l’esoterismo penderono sul nome del gruppo come Spada di Damocle fino alla fine.

L’opera dei Led Zeppelin è madida di una straordinaria ombra di divinizzazione. La loro discografia ha segnato interi capitoli della più prestigiosa storia del Rock e, nonostante il loro idillio sia culminato in tragedia, il loro apporto sulla scena è tanto prorompente come fu nei primi anni. L’eclettismo compositivo e la loro irruenza sul palco si riflessero perfettamente sulla loro carriera e, soprattutto, sulla creatività immensa di ogni singolo membro della band. Il cammino dei Led Zeppelin è costellato di simboli, la cui interpretazione, rimane, ancora oggi, dubbia, i più affascinanti e celebri, risalgono al 1971 e, in particolare, al loro capolavoro, IV.

I simboli misteriosi di Led Zeppelin IV

L’album, probabilmente, più istrionico dei Led Zeppelin, IV, nacque nel segno delle controversie. La critica distrusse le convinzioni della band, visto il fatto che, Page e soci, avessero deciso di non inserire richiami al nome del gruppo sulla copertina. Gli addetti ai lavori reputarono il disco, prima che uscisse, il suicidio della loro carriera.

Il tentativo degli Zeppelin, decisamente riuscito, di abbattere le certezze degli addetti ai lavoro, trovò campo libero dopo l’uscita dell’album che, ricordiamo contenere alcuni dei più grandi classici della band fautrice dell’Hard Rock, tra cui anche Black Dog. In ogni caso, Led Zeppelin IV è il disco dei simboli e delle celeberrime rune con cui, ormai, i membri della band vengono, da anni, identificati. In questo articolo parleremo del significato dei quattro segni con cui, il gruppo, ha scelto di farsi riconoscere, quasi 50 anni fa.

Le rune dei quattro membri del gruppo

Fu l’Atlantic Records a costringere i Led Zeppelin a servirsi di simboli per identificarsi innanzi al pubblico. Così, Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham, scelsero le rune. La più misteriosa e, al contempo, la più celebre, quella del chitarrista che, per pareidolia, viene letta come ZoSo, sembrerebbe mostrare un gatto stilizzato, disegnato dallo stesso Page. L’animale, simbolo di discordia ed idolatria, sembrerebbe essere un collegamento tra l’umano e il demonio.  Altri, sostengono si tratti di un simbolo dell’alfabeto criptico di Cardano, che serva a stringere un patto segreto con il Diavolo.

La runa di Bonham, invece, sembrerebbe un omaggio alla famiglia e, in particolare, alla Trinità, essendo presente ne Il Tarocco dello Ierofante di Aleister Crowley. La Triquetra di John Paul Jones è, invece, un simbolo di equilibrio. Una runa di origini celtiche, ritrovabile nel Libro dei Segni di Rudolph Koch. La Triquetra rappresenta saggezza, tranquillità, competenza e saggezza, risultando perfetta per incarnare l’indole del bassista dei Led Zeppelin.

Il cantante dei Led Zeppelin scelse di disegnare una piuma inscritta in un cerchio, che rappresenterebbe la matrice della scrittura. Inoltre, il simbolo potrebbe riprodurre la Dea egizia Maat, portatrice di giustizia e verità. Un’altra interpretazione della runa di Plant, la rimanderebbero ad essere un famigerato rituale di magia nera. La piuma viene posata nel cerchio del sortilegio, in modo che lo stregone potesse vendere l’anima al Diavolo.  La quinta runa, nascosta e meno famosa, raffigura tre triangoli uniti al vertice. Si tratta di un omaggio all’amica cantante Sandy Danny, unica donna con cui gli Zeppelin abbiano collaborato. La sua voce compare in The Battle Of Evermore. La sua vita terminerà in circostanze tragiche a seguito di un’emorragia cerebrale causata da una caduta dalle scale mentre era sotto effetto dell’alcool, nel 1978.

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)