gtag('config', 'UA-102787715-1');

Led Zeppelin, L’inquietante leggenda dello squalo

I Led Zeppelin sono una delle band rock più famose. Uno dei riff più importanti del rock è quello di Whole Lotta Love, moltissime loro canzoni sono diventate classici del genere ed anche i non estimatori ne conoscono almeno una. La musica è sicuramente la prima ragione per cui conosciamo questa band, ma come sempre si trova sempre altro di cui parlare. Il rock è infatti ricco di leggende metropolitane divertenti ed a volte impensabili. Certo, ciò che conta più di tutto è la musica, ma anche questi aneddoti sono interessanti. Tra questi, la leggenda dei Led Zeppelin e lo squalo che nacque negli anni settanta e coinvolse moltissime persone, visto che ci sono tante testimonianze a riguardo. Spieghiamo cosa avvenne.

I Led Zeppelin e lo squalo

Per capire qualcosa sull’episodio dello squalo dobbiamo tornare indietro fino al 28 luglio del 1969. Da brave rockstar, i Led Zeppelin trascorsero una serata molto scatenata presso l‘Hotel Edgewater Inn di Seattle insieme con i Vanilla Fudge, la band con cui stavano lavorando portando avanti un tour congiunto. Come spesso accade in queste situazioni, leggenda vuole che ci fosse una groupie e fin qui niente di strano. L’aspetto inquietante è il seguente: a quanto pare, sotto gli occhi di tutti, la ragazza avrebbe intrapreso un atto sessuale con la pinna di uno squalo. Inutile dire che questa cosa sembra a dir poco inverosimile, quanto c’è di vero?Richard Cole, il tour manager dei Led Zeppelin ha sminuito il tutto spiegando che in realtà la giovane groupie si fece appoggiare da John Bonham il muso di una sorta di dentice (il red snapper) sulle parti intime. Nessun atto sessuale, quindi, una piccola bravata sicuramente inquietante, ma nulla più.

La testimonianza di Carmine Appice

Il batterista Carmine Appice ha fatto chiarezza sulla faccenda riportando una situazione molto diversa da quella descritta da Cole. Infatti, a differenza di Cole Appice innanzitutto ha sollevato dei dubbi sul fatto che la ragazza fosse consenziente. A quanto pare, afferma Appice, ella non era del tutto lucida. Inoltre, con lei si fece molto peggio di “appoggiare” il muso di una sorta di dentice, ma si girò un vero e proprio film hard violento, in realtà era proprio lei a dire di voler “girare un film”, ma appunto non sembrava in sé. Non è possibile riportare interamente quanto disse, in quanto la sua testimonianza è a dir poco hot. Ci basti sapere che questa storia ha diversi aspetti non chiari e forse non sapremo mai la verità. Carmine Appice avrebbe poi raccontato tutto a Frank Zappa, che aveva incontrato all’aeroporto. Da questa storia il musicista avrebbe tratto la celebre canzone “Mud shark”, a dimostrare quanto questa leggenda abbia colpito tutti.

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.