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Liam Gallagher ha rivelato qual è la sua canzone preferita degli Smiths

Gli Smiths, band alternative rock britannica formata da Steven Patrick Morrissey, Johnny Marr, Andy Rourke e Mike Joyce, hanno raggiunto una certa popolarità soprattutto negli anni ottanta, tanto da essere definiti “il gruppo di guitar pop che ha avuto maggior influenza nel decennio“. E, proprio di recente, è stato chiesto all’ex Oasis Liam Gallagher di scegliere la sua canzone preferita degli Smiths… andiamo a scoprire insieme la risposta del cantautore britannico!

Liam Gallagher ha rivelato qual è la sua canzone preferita degli Smiths

Grazie alle capacità di Morrissey come cantante e autore e alla creatività del chitarrista Marr, gli Smiths hanno saputo fondere perfettamente rock e post-punk, influenzando una moltitudine di gruppi tra cui gli Stone Roses e gli Oasis appunto.

E, a proposito di Oasis, a Liam Gallagher è stato chiesto recentemente di scegliere il suo pezzo preferito della discografia degli Smiths. Su Twitter, infatti, di tanto in tanto William John Paul Gallagher viene interrogato su una serie di argomenti che possono riguardare la politica, il Coronavirus, la musica, o qualsiasi altra questione. Nella maggior parte dei casi Liam è sempre molto gentile e cerca, quando può, di rispondere ad ogni possibile quesito.

Alla domanda “qual’è la tua canzone preferita degli Smiths“, posta dall’utente em@shkrmaker, Liam Gallagher ha risposto: “There Is a Light That Never Goes Out“.

Il brano scelto dall’ex Oasis, estratto dal terzo album in studio della band di Manchester –The Queen is Dead– è probabilmente uno dei pezzi più toccanti ed emozionanti degli Smiths.

La storia di There Is A Light That Never Goes Out

Andiamo ora ad analizzare la storia del brano scelto da Liam Gallagher.

Gli Smiths cominciarono a lavorare sul brano ‘There Is a Light That Never Goes Out‘ nel 1985, durante una sessione di registrazione agli storici RAK Studios di Londra e, nel settembre dello stesso anno, registrarono una demo di prova con l’aggiunta di un arrangiamento di archi ideati tramite un sintetizzatore da Marr. Gli Smiths erano infatti contrari a collaborare con artisti esterni e, forse anche per mancanza di budget, dovettero ricorrere all’uso di un emulatore synth. La session venne poi completata nel mese di novembre presso gli Studios Jacobs di Farnharm: in quell’occasione il frontman riprovò la sua parte vocale e il chitarrista aggiunse una linea melodica di flauto.

Il chitarrista Marr, inoltre, spiegò successivamente di ‘aver preso in prestito’ una linea melodica di una cover dei Rolling Stones di un brano di Marvin Gaye: Hitch Hike.

 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)