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L’incredibile segreto dietro il concerto a Knebworth Park dei Queen

In quante occasioni abbiamo parlato del concerto di Knebworth Park dei Queen? In ognuna delle stesse abbiamo descritto il concerto attraverso una connotazione fondamentale, e che riguarda la caratteristica principale di un live che ha fatto la storia: il mistero. Al di là del concerto dei Queen, l’ultimo che sia stato realizzato dalla band britannica capeggiata da Freddie Mercury, esistono incredibili segreti che sono stati diffusi soltanto negli anni, e che hanno alimentato quella pratica secondo la quale l’ultimo concerto dei Queen si è arricchito di connotazioni molto particolari. A distanza di tantissimi anni da quel 1986 in cui i Queen erano al massimo del loro splendore, Peter Hince – storico roadie della band – ha parlato dell’incredibile segreto dietro il concerto a Knebworth Park dei Queen. 

I misteri dell’ultimo concerto dei Queen a Knebworth Park

Per quanto sia stato un concerto spettacolare e ricco di emozioni e brani fantastici, il concerto dei Queen a Knebworth Park è passato alla storia per tutt’altro. Essenzialmente, a rendere l’ultimo concerto dei Queen speciale e celebre nella storia della musica sono due gli elementi: il fatto che sia stato, effettivamente, l’ultimo concerto che la formazione britannica ha realizzato (evitando di esporre un Freddie Mercury che sarebbe progressivamente stato consumato dalla malattia) e i misteri che lo accompagnano. 

Parliamo di misteri non legati a fattori come occultismo o esoterismo, ma fatti tecnici che rendono quel live stesso un vero e proprio gioiello introvabile nella sua migliore espressione: non esistono, infatti, registrazioni ufficiali del concerto, se non una realizzata al maxischermo da un fan.

Le dichiarazioni di Peter Hince sul concerto a Knebworth Park

Ad aver alimentato tutti quei segreti che sono propri dell’ultimo concerto dei Queen a Knebworth Park è stato Peter Hince, storico roadie dei Queen che ha avuto modo di seguire la band nell’ultimo concerto, captando e comprendendo tutti i pensieri e tutte le dichiarazioni della formazione stessa, che sapeva di andare incontro a un qualcosa di sicuramente particolare.

Che fosse per la natura del concerto o per il trasporto che c’era nel 1986, uno degli anni migliori nella carriera dei Queen, il clima non era certamente quello che naturalmente ci si aspetta: in altre parole, è come se i Queen stessi fossero consapevoli di essere di fronte al loro ultimo concerto, e volessero concludere la loro carriera dal vivo in modo spettacolare. A sentire le ultime parole di Freddie Mercury (“Buonanotte signori, e sogni d’oro”) quasi viene la pelle d’oca, pensando cosa sia successo dopo.

Peter Hince ha dichiarato, in merito, che Freddie Mercury sapeva benissimo di trovarsi di fronte all’ultimo concerto della sua incredibile carriera: “A Knebworth … in qualche modo sapevo che sarebbe stato l’ultimo spettacolo per tutti noi. Non avevo idea delle condizioni di salute di Fred, ma l’ho visto come l’ultimo spettacolo per me e per loro”. Lo stesso Freddie Mercury, a dire la verità, dichiarò – in una discussione avuta con John Deacon – al termine del concerto: “Non lo farò per sempre. Questa è probabilmente la mia ultima volta.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.