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Linkin Park, l’ultimo disco dei Linkin Park causò il suicidio di Chester Bennington?

Questa è una di quelle notizie che è davvero brutto dare, scrivere e leggere. La fonte è autorevole e ve la spiegheremo più tardi. Chester Bennington, lo storico cantante dei Linkin Park e morto suicida pochi anni fa, nel 2017, ha avuto una causa scatenante. Pare che l’ultimo disco dei Linkin Park causò il suicidio di Chester Bennington ed effettivamente, ragionandoci bene, potrebbe essere plausibile. “One More Light” è di fatto l’ultima fatica discografica della band di Chester e Mike Shinoda e non si può certo dire che fosse un disco ben riuscito e a livello di Hybrid Theory.

L’opinione dell’amico di Chester, Sean Dowdell

Il pubblico e la critica specializzata non sono mai stati molto positivi nei confronti del disco, denunciando delle canzoni ben poco ispirate, una ricerca nei sound scarsa e una virata pesante al mondo commerciale. Secondo il batterista Sean Dowdell, batterista della band Gray Daze di Chester Bennington (gruppo pre-Linkin Park), quel disco causò il suicidio di Chester Bennington. I due erano molto amici e Sean Dowdell non si sarebbe mai aspettato che il suo amico di vecchia data si sarebbe tolto a la vita a causa dell’opinione negativa su un disco. A quanto pare però si sbagliava.

Le difficoltà nel gestire la depressione

Nel corso degli anni Bennington era stato aperto riguardo le sue battaglie personali in numerose interviste, affermando di essere stato alle prese con depressione, ansia e abuso di sostanze. Sean aveva detto in una intervista per una tv finlandese: “Io e Chester avevamo parlato di alcuni di quei problemi che ha avuto diverse volte. Prima di tutto, era una persona molto felice per la maggior parte del tempo. Ed è così, penso, che funziona la depressione – la persona che vedi esternamente il 99 percento delle volte è positiva nella vita e con un buon umore. […] Chester aveva un atteggiamento più luminoso del sole che c’era intorno a te. Il dolore che sentiva non lo condivideva esternamente”.

La colpa è del disco “One More Light”

Bennington era molto sensibile alle critiche dei fan dei Linkin Park e qualcosa è stato amplificato nei mesi precedenti la sua morte. Sean ha confermato: “Dirò alcune cose qui. Non voglio coinvolgere i membri dei Linkin Park nella conversazione, ma penso che sarebbero d’accordo con questo. Quando hanno pubblicato l’album “One More Light”, non è stato recepito nel modo in cui pensavano che sarebbe stato ricevuto, o almeno nel modo in cui Chester pensava che sarebbe stato ricevuto. Ha ricevuto molti pareri negativi dai fan, e lo ha davvero infastidito. Era così sconvolto e la gente su Twitter lo ha fatto esplodere. Si è arrabbiato e gli ho detto: “Amico, non lasciare che queste persone ti abbattano. Non ne vale la pena. La musica è un bene, amico. Non preoccuparti di questo tipo di schifezze.”

La colpa degli Haters

Sean ha concluso dicendo: “Quando hanno pubblicato l’album “One More Light”, il 95 percento della gente amava il disco. Ma quel 5 % di persone che si lamentano e trascorrono così tanto tempo online hanno solo il tempo di sedersi lì e scrivere su una tastiera che sei un perdente. Quella roba ha davvero pesato su di lui. Quindi penso che abbia davvero contribuito a una parte del suo problema”.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.