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Litfiba, la storia di Fata Morgana, una delle migliori canzoni di Piero Pelù

Quale è la storia di Fata Morgana, una delle migliori canzoni di Piero Pelù e di Ghigo Renzulli dei Litfiba? Il pezzo risale al 1993, dal disco Terremoto, uno dei più famosi della band. E se il disco viene considerato una delle vette del rock italiano degli anni Novanta e non solo il pezzo è ugualmente degno di nota. Molti affermano che si tratta del testo più famoso mai scritta da Piero Pelù, almeno considerando i pezzi più famosi. Ovviamente i Litfiba hanno fatto anche altre canzoni molto belle e relativamente sconosciute ma questo non è il momento di parlarne. Preferiamo questa volta concentrarci su questa canzone veramente ottima.

Una delle migliori canzoni dei Litfiba

L’arrangiamento è considerato uno dei migliori per distacco della band di Piero Pelù, composto da Piero Pelù e da Ghigo Renzulli, lo storico chitarrista. Ma da dove viene il titolo di questo brano, una delle migliori canzoni di Piero Pelù? Viene da una storia un po’ particolare, ovvero dalla narrazione di uno strano viaggiatore che si trova a vagare per il deserto arido e caldissimo. Non c’è acqua e il momento è veramente difficile, il Nostro è pesantemente disidratato e ha le allucinazioni. Ecco quindi che esce l’effetto ottico in questione, ovvero l’effetto Fata Morgana. Grande merito fu dell’arrangiamento del brano dal vago stile orientale e ovviamente grazie alla voce inconfondibile di Piero Pelù.

La canzone dal titolo strano

La canzone in realtà è dedicata al mondo delle apparenze come una grande critica verso il mondo esteriore. In realtà il titolo originario era Febbre Di Luce, ma il titolo venne poi cambiato facendolo associare al fenomeno ottico. Pensate che il brano non uscì neppure come singolo nonostante la band avesse deciso di farci un videoclip ufficiale e Pelù e soci ebbero assolutamente ragione in tutto ciò. La canzone ebbe uun grandissimo successo e il video fu molto apprezzato. Si vedono infatti il cantante e chitarrista del gruppo cantare in mezzo a un deserto e anche la critica ebbe critiche molto positive per il video e per il brano.

L’intensità crescente del brano

La band in questo caso inizia il proprio cammino musicale sulla percezione della mente nei momenti di difficoltà. Tutto è permeato da una metafora profonda delle insidie della vita, mischiate a una voglia di rimanere ancorati alla vita vera e propria. Alla fine però tutto si svela per la sua vera natura, ovvero un insieme di illusioni senza capo né coda in cui Piero, idealmente, si trova a soccombere. Alla fine il cantante sembra trasformare quella che è una richiesta d’aiuto in una ribellione molto forte. Contemporaneamente il ritmo diventa più serrato ed energico e anche la chitarra di Ghigo Renzulli si fa sempre più vigorosa e potente.

Non commerciale

La canzone quindi si presenta come uno dei brani più celebri, famosi e apprezzati dei Litfiba e potremmo veramente parlarne a lungo. È un peccato che molti considerino i Litfiba degli anni Novanta come poco interessanti, nonostante qualche pezzo più commerciale. Fata Morgana non è fra questi.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.