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Little Richard: “Il rimpianto più grande della mia vita è…”

La musica moderna non sarebbe decisamente la stessa senza il profondissimo apporto del compianto Little Richard. Dopo la sua morte, avvenuta nel maggio del 2020, Rolling Stone l’ha nominato Padre Fondatore del Rock N’Roll. I meriti di Little Richard vanno ricercati nel suo carisma infinito, nella sua personalità immensa e nelle sue doti artistiche, semplicemente formidabili. Come la maggior parte dei pionieri della musica, anche Little Richard venne denigrato dall’industria musicale per gran parte della sua vita. In quest’articolo, scopriremo qual è stato il più grande rimpianto del leggendario musicista.

Nel corso di un’intervista che Little Richard rilasciò a Jet, l’artista spiegò che il suo più grande rimpianto fu quello di non essersi istruito abbastanza da potersi proteggere dalle speculazioni delle case discografiche. Little Richard, in realtà spese parole particolarmente aspre riguardo sé stesso; criticandosi per le scelte sbagliate commesse nella sua carriera. In particolare, l’artista disse: “Se potessi rivivere la mia vita, il mio più grande desiderio sarebbe di essere più istruito, in modo da proteggere la mia opera. Le persone che hanno usato la mia musica, continuano a guadagnarci. Ho fatto causa a numerose organizzazioni per oltre 112 milioni di Dollari di Royalties che non ho mai percepito.

Secondo Forbes, gran parte dei proventi citati da Little Richard, provengono dal suo più grande successo; la celeberrima Tutti Frutti, per la quale, l’artista stipulò un contratto da 50 Dollari e mezzo centesimo per ogni copia venduta. In realtà, Tutti Frutti vendette centinaia di migliaia di copie, da cui l’artista ricavò un profitto davvero minimo.

 L’ombra del razzismo sul più grande rimpianto di Little Richard

Il leggendario artista ha avuto tutte le ragioni per scagliarsi contro la spietatezza dell’industria. Forbes, però, ha fatto notare che il trattamento dei discografici che ha generato il più grande rimpianto nella vita di Little Richard, sia ampiamente frutto delle forme di razzismo cui gli artisti afroamericani erano soggetti all’epoca dell’uscita dei suoi brani. La testata, infatti, spiega che il contratto offerto a Richards fosse abbastanza tipico per i musicisti di colore, al contrario di quelli proposti agli artisti bianchi; i cui guadagni raggiungevano cifre astronomiche.

Una delle perdite più gravi per Richard è arrivata quando il celeberrimo personaggio Disney di Paperino, ha intonato il suo iconico brano, Tutti Frutti, senza che l’artista ne ricevesse un compenso. Sembrerebbe che Richard abbia rinunciato ai diritti d’autore per la traccia quando ha firmato per percepire i guadagni delle sue canzoni attraverso una tariffa fissa. Ad invelenire ulteriormente l’animo di Little Richard; ci fu il fatto che numerosi artisti bianchi avessero cominciato a proporre i suoi brani in chiavi differenti, svettando nelle classifiche statunitensi; senza attribuire alcun pagamento all’autore.

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.