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Live Aid: Boy George ha rivelato perchè non partecipò all’evento

Circa 35 anni fa, il 13 luglio del 1985, si tenne uno degli eventi più rappresentativi della storia del rock: il Live Aid. Questo spettacolare evento, presentato come una sorta di “jukebox globale”, si suddivise in una serie di concerti indimenticabili. I più spettacolari furono, senza ombra di dubbio, quello al Wembley Stadium di Londra e quello al John F. Kennedy Stadium di Philadelphia. Grazie ad oltre 162 mila spettatori paganti e due miliardi di telespettatori in 150 paese diversi, il Live Aid è ricordato ancora oggi come il più grande evento della storia del rock. Organizzati da Bob Geldolg e Midge Ure, questi concerti furono pensati con l’intenzione di raccogliere quanti più fondi possibili per alleviare il problema della carestia etiope dell’epoca e, non solo raggiunsero la cifra prestabilita, ma scrissero anche una pagina indelebile nella storia della musica. All’evento parteciparono artisti del calibro dei Queen, gli U2, Dire Straits, David Bowie, The Who, Elton John e tanti altri ancora. Oggi, però, non ci concentreremo tanto sui presenti quanto piuttosto sugli assenti: uno su tutti Boy George.

Il Live Aid del 1985: l’evento rock per eccellenza

Il Live Aid è l’evento rock per eccellenza: quel 13 luglio, infatti, i Queen si esibirono in quello che è definito ancora oggi come il loro miglior concerto di sempre. In soli 20 minuti Freddie Mercury e soci rivoluzionarono completamente il concetto di ‘evento dal vivo’ e, soprattutto, lasciarono a dir poco sbalorditi tutti i presenti. Lo stesso Elton John, infatti, ammise: “I Queen hanno rubato la scena a tutti”. Furono tanti gli artisti che parteciparono a questo straordinario evento, ce ne furono però anche parecchi che scelsero di non salire su quel palco: uno di questi fu proprio Boy George.

I motivi dell’assenza del cantautore Boy George

Boy George, al secolo George Alan O’Dowd, è tornato sull’argomento proprio qualche giorno fa, a distanza di 35 anni da quell’indimenticabile evento. Il cantautore e disc jockey britannico ha rivelato i motivi della sua assenza durante un recente intervento per il podcast Grounded with Louis Theroux:

“Quella sera ho combinato un casino. Non ero per niente nelle condizioni giuste per esibirmi e, alla fine, penso sia stata una fortuna non averlo fatto: avrei combinato un disastro.” Ha spiegato il frontman dei Culture Club ripercorrendo quel fatidico 13 luglio. “All’inizio volevano coinvolgere anche noi ma poi, vedendo lo stato in cui ero ridotto, probabilmente avranno pensato: “potrebbe essere un male piuttosto che un bene”. E, di conseguenza, non ci fu alcun seguito.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)