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Lo scontro tra Roger Waters e Matteo Salvini: “C’è un neofascismo in espansione…”

La caratura e l’ideologia di Roger Waters non sono mai state oggetto di mistero, tanto che il leader dei Pink Floyd non si è mai risparmiato dall’esprimere giudizi, pensieri e opinioni in materia politica e ideologica. C’è chi afferma che questo sia il motivo dominante che ha portato alla rottura con David Gilmour, chi ritiene tutto ciò un’esagerazione – soprattutto nell’ambito dei concerti dal vivo – che poco c’entra con la musica. In occasione dell’ultima presenza di Roger Waters in Italia, a Venezia, il britannico non ha fatto a meno di esprimere pareri su Matteo Salvini, parlando anche di neofascismo in espansione. 

La presentazione di Roger Waters Us + Them a Venezia

C’è stato grande clamore per la presenza e il ritorno di Roger Waters in Italia: a Venezia i Pink Floyd hanno fatto la storia attraverso il loro incredibile concerto – ma senza la presenza del leader “ideologico della band” – sfidando ogni possibile problematica.

Il leader dei Pink Floyd ha presentato il film Roger Waters Us + Them, fuori concorso: il film, distribuito dalla Nexo Digital, mostra una tappa del tour mondiale, ad Amsterdam, ripresa attraverso tutti i possibili accorgimenti. Il fulcro del prodotto è evidenziare il trasporto dei fan che non appartengono alla generazione dei Pink Floyd, ma che sanno distaccarsi dalle frivolezze della musica contemporanea emozionandosi, cantando a memoria i testi della band e capendo ciò che ascoltano.

Le dichiarazioni di Roger Waters

Nonostante il tema potesse oscillare tra musica e cinematografia, Roger Waters ha deciso di tralasciare entrambe, per occuparsi molto più di attualità, affrontando temi relativi alla politica italiana e non solo. Oggetto delle sue dichiarazioni è stato Matteo Salvini, reo di essere fautore di un “neofascismo in espansione”. 

Questo è quanto dichiarato da Roger Waters: “Dobbiamo rispettare la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e iniziare a riparare i danni causati dal neoliberismo. Sono contento che la mia musica raggiunga i giovani. Abbiamo un disperato bisogno che le nuove generazioni siano attaccati alle idee, e non solo ai fottuti iPhone”.

Non è mancato, poi, l’attacco politico: Salvini è stato associato ad altri – fortemente osteggiati da Waters – come Bolsonaro, Trump e Boris Johnson: “Grazie a Dio Salvini se n’è andato”e, in materia di migrazioni: “abbiamo evidenze che veniamo tutti dall’Africa, siamo tutti fratelli e sorelle africani. I migranti non attraversano il Mediterraneo perché vogliono mangiare la vostra pizza, ma perché sono disperati, salvateli”.

La risposta di Matteo Salvini su Twitter

Non è mancata la pronta risposta di Matteo Salvini su Twitter, che ha postato la conferenza in cui Roger Waters parlava di lui e del fenomeno della migrazione. L’ex ministro dell’Interno e vicepremier italiano ha deciso di rispondere al britannico con le seguenti dichiarazioni: “Caro Roger, io adoro la tua musica! Non ti sto simpatico? Amen. Sappi che comunque nessuno ti impedisce di ospitare, a tue spese, migliaia di immigrati. Noi Italiani abbiamo già accolto e pagato abbastanza. “Hey, teachers, leave them kids alone!”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.