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Lucio Battisti, 48 anni fa usciva Il mio canto libero, ecco come nacque il brano

Nella lunga storia della musica italiana, Il mio canto libero è senz’altro uno dei grandi classici. Si tratta di un brano scritto da uno dei sodalizi artistici più famosi in senso assoluto, ossia quello formato da Lucio Battisti e da Mogol. Il cantautore si occupò della musica, mentre il paroliere si focalizzò sul testo. Col passare degli anni, questa canzone ha assunto un significato davvero notevole e continua ad essere trasmesso dalle radio, nonostante avesse compiuto ben 48 anni dalla sua prima pubblicazione assoluta. Scopriamo insieme come nacque questa canzone che proiettò Battisti nell’Olimpo della musica leggera italiana.

Come nacque Il mio canto libero

Partiamo subito dai motivi per i quali Il mio canto libero è stato composto. Il 16esimo singolo di Lucio Battisti fu pubblicato insieme a Confusione e con l’aiuto della casa discografica Numero uno. Inoltre, diede il titolo all’omonimo album, che conteneva altri successi come La luce dell’est e Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi. La sua nascita risale, come già accennato, al novembre del 1972. Si sa che il testo ha diverse motivazioni autobiografiche, dato che Mogol decise di scriverlo dopo la sua separazione dalla prima moglie.

Il senso di libertà venne acquisito in seguito all’incontro del compositore con la nuova compagna Gabriella Marazzi, pittrice e poetessa. Un chiaro riferimento a questa nuova relazione si nota nell’espressione rose selvatiche, dalle quali il vecchio cascinale e il mulino che Mogol e la Marazzi acquistarono per vivere insieme erano ricoperti. Inoltre, la copertina era stata creata dal fotografo Cesare Montalbetti e raffigurava l’occhio di Battisti, apparso su uno sfondo bianco. Una foto semplice, ma dall’impatto davvero notevole.

Le varie tesi sul significato del brano di Lucio Battisti

Ad ogni modo, secondo diversi studiosi, Il mio canto libero potrebbe nascondere un significato ben differente rispetto a quello ufficiale. Infatti, alcuni complottisti ritenevano che la canzone fosse un inno al fascismo, con diversi cenni al pensiero politico di Benito Mussolini. Altri ancora, invece, vedevano chiari riferimenti alla massoneria. Le polemiche riguardo a questo testo non sono assolutamente mancate, così come può succedere per ogni tipo di canzone che entri nella storia della musica. Ovviamente, Mogol ha sempre rispedito al mittente entrambe le tesi con una certa fermezza. La versione più gettonata resta quella di una canzone dedicata alla libertà d’amare dopo una storia finita in maniera sofferta.

Il mio canto libero, un successo planetario

Il mio canto libero può essere considerata a pieno titolo come una delle canzoni italiane più conosciute a livello mondiale. Lucio Battisti interpretò il brano anche in lingua spagnola (Mi libre canción), inglese per il mercato statunitense (A song to feel alive) e tedesca (Unser Freies Lied). Il 45 giri del brano si piazzò in vetta alla classifica italiana nel mese di febbraio del 1983, restando lassù per un totale di dieci settimane, nove delle quali consecutive. Tra le infinite cover del brano, vanno segnalate quelle di Fiorello, Laura Pausini con il cantante spagnolo Juanes e Francesca Michielin.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)