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Lucio Battisti, La canzone più bella che ha dedicato alle donne

Lucio Battisti è stato un grandissimo cantautore, fondamentale per la storia della musica italiana. Ricordato soprattutto per i brani che scrisse insieme a Mogol, per tutta la sua carriera ha saputo innovarsi e cambiare stile. Specie nell’ultimo periodo della sua attività, Battisti ha dato prova di conoscere le influenze anche non italiane che alimentavano il panorama musicale dell’epoca. Sono tantissime le canzoni di Battisti che sono rimaste impresse nei nostri cuori, alcune diventando veri e propri proverbi, come Lo scopriremo solo vivendo, tratta dal ritornello di Con il nastro rosa. Lucio Battisti nelle sue canzoni ha cantato vari temi, la donna ha sicuramente rappresentato uno dei principali. Motivo di sofferenza, di felicità, esperienza amorosa, d’amicizia, questa donna in Battisti è descritta sempre con grande delicatezza. La più bella canzone che Lucio Battisti ha dedicato alle donne però è Anche per te. 

Il singolo Anche per te

Anche per te è uscita come singolo insieme a La canzone del Sole. Sappiamo tutti che quest’ultima è una delle più amate e famose di Battisti e che, anche per la facilità della sua composizione musicale, è una delle più suonate alla chitarra. Il singolo La canzone del sole/Anche per te uscì nel 1971 ed ha la particolarità di non essere stato inserito in nessun album. Per quanto riguarda Anche per te, è un brano sicuramente più meritevole per quanto concerne il significato. Infatti, costituisce una riflessione sulla condizione diversa di tre donne, che Lucio Battisti canta mostrando un ritratto vero di empatia.

Lucio Battisti canta tre donne

Infatti, Anche per te descrive la storia di tre donne: una suora, una prostituta ed una ragazza madre. A loro è dedicato il dolce canto di questo brano. La suora vive una condizione naturalmente emarginata a causa del suo ruolo. La prostituta svolge invece il suo mestiere e porta i soldi al suo “capo”. Infine la ragazza madre che ha quasi paura degli uomini, perché si trova da sola con un figlio. Il punto di vista delle donne è brillantemente reso da Mogol che ha scritto il testo e dalla delicatezza della vocalità di Battisti, ma è ancora più interessante notare il ruolo del narratore. Infatti, non narra in maniera distaccata ciò che succede, ma mostra la sua inutilità, di cui si rammarica. Dopo aver descritto la situazione difficile di queste tre donne, dice “E io resto qui“. Vorrebbe poter fare qualcosa, ma alla fine non può aiutarle.

Anche per te vorrei morire ed io morir non so
Anche per te darei qualcosa che non ho
E così, e così, e così
Io resto qui.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.