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Lucio Battisti, la storia della sua ultima apparizione

Lucio Battisti è stato uno dei cantanti italiani più importanti della storia della musica italiana. Celebre per il suo lungo sodalizio artistico con il paroliere Mogol, il Nostro ha avuto sempre un rapporto particolare con la televisione e il pubblico. Lucio Battisti a un certo punto della sua carriera musicale decise di ritirarsi. In realtà non si tratta di un ritiro musicale, dato che Lucio continuò a scrivere e a comporre insieme al poeta Pasquale Panella. Il post-Mogol, dal punto di vista discografico e del rapporto con il pubblico, non fu molto semplice in virtù di un cambio di stile molto forte. Ma non è questo il punto, vediamo insieme la storia della sua ultima apparizione pubblica.

L’ultima apparizione nella tv svizzera

Siamo nel 1982 e Lucio Battisti apparve per l’ultima volta di fronte al pubblico. Già nel 1978 il Nostro si era esibito con “Una Donna per Amico” e aveva deciso di non lasciare mai più una sola intervista. Era stato poi convinto, 4 anni dopo, da alcuni amici di Londra a ritornare per una sola apparizione alla televisione svizzera. Fu un momento molto particolare in quanto Lucio sembrava strano: era vestito con una camicia e righe e pantaloni bianchi. Scelse di cantare “Amore mio di provincia” e “Una giornata uggiosa”.

Il parziale ritorno con comunicato stampa

In realtà Lucio Battisti non sparì completamente. Sempre in quell’anno doveva uscire il disco solista di Adriano Pappalardo, cantautore che era stato notato proprio da Lucio e che diventerà, suo malgrado, molto famoso diversi anni dopo per la sua controversa lite con Antonio Zequila. Lucio Battisti nel 1982 decise di tornare, ma non di persona, bensì con uno strano comunicato stampa. In questo comunicato, rivolto in maniera molto ironica ai giornalisti, spiegava il motivo che lo aveva spinto a credere in Adriano Pappalardo. Poi Pappalardo non fece moltissimo musicalmente parlando, ma poco importa.

Il comunicato di Lucio Battisti con Lucio Dalla

Battisti disse: “Ci siamo incontrati dopo tanti anni per caso al mercato rionale di Ponte Milvio. Lui aveva delle patate, io dei pomodori pugliesi. Abbiamo detto: perché non ci facciamo delle belle patate alla pizzaiole? E così è nato il long playing”. Nel 1984, poi, ad incontrare Battisti fu Lucio Dalla: un incontro al ristorante, con tanto di proposta di Dalla di collaborare per un nuovo disco.” Lucio Dalla disse: “Lui ascoltava senza darmi importanza. Poi fini’ di mangiare, si pulì la bocca e disse che non si poteva fare, che si sentiva molto cambiato e che si stava muovendo in tutt’altra ricerca musicale”. Aveva praticamente affermato che voleva dare una svolta musicale alla sua vita. Ecco la storia della sua ultima apparizione.

Un ritiro come fece la grande Mina

In sostanza, il cantante italiano aveva deciso di fare la stessa operazione che aveva fatto Mina, ovvero sparire dalla tv e isolandosi. Questa scelta non fu certo facile da affrontare, ma fu particolarmente utile dal punto di vista discografico dato che innalzò Lucio Battisti a leggenda, più di quanto non lo fosse già. E in effetti a noi piace ricordare un Lucio Battisti particolare e schivo, ma al contempo geniale nei suoi arrangiamenti e nelle sue canzoni.
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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.